Infatti si tratta di uo scontato accostamento con due calciatori, uno della Nuova Caledonia e l'altro della Nigeria, i quali, con il loro volto scuro rappresentano il volto "diverso" di una squadra di provincia che ricomincia l'avventura in un campionato di calcio. Ci piace ospitare l'intervento di un giornalista che ha colto questo particolare spaccato di quotidinaità dietro un pallone che rimbalza in mezzo ad un campo di calcio. Di periferia. Ma questa è un'altra storia. (maxielefante)
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di GUSTAVO BRUNO
TERAMO_”Con questa faccia da straniero” diventa per qualche tempo un'espressione comune, quasi una moda. Il ritmo è quello del sirtaki greco, come greco è anche il cognome dell'artista (Georges Moustaki), voce buttata lì, quasi a caso, al limite della quadratura musicale, faccia da straniero un po’ stupita, attorno ad un viso che ha il sapore del sale iodato, di un porto lontano. E pure il “diavolo” si ritrova, all’indomani della chiusura del calcio mercato, con due facce da straniero. Uno già noto (il bomber Vincent Taua) e l’altro appena arrivato (il centrocampista Adewale Dauda Wahab). Il primo dalla Nuova Caledonia, il secondo da Portharcourt, dalla Nigeria. Il primo alla terza stagione in biancorosso, il secondo “appartiene” alla Roma ma ha giocato a Terni (10 presenze ed un solo gol), poi ha giocato in A con la Roma (una sola presenza con esordio in A: 16 maggio 2004, Sampdoria-Roma 0-0) e per tre stagioni è stato alla Reggiana in C1 collezionando però solo due presenze. Due facce da straniero per un Teramo che domenica ricomincia ospitando la Samb di Galderisi, ricomincia dopo aver visto “slittare” la gara del debutto con la Salernitana che invece sarà disputata mercoledì 14 settembre alle ore 15.
Due facce, scure, da straniero in un girone nuovo, in un contesto calcistico rinnovato. L’ex cacciatore di squali non ha dubbi: "L’anno scorso è stata una stagione negativa. Ricomincio da capo sperando che la fortuna mi viaggi al fianco. Ce la dovrò mettere tutta in questa stagione. Mi piace sottolineare- ha aggiunto Taua- che c’è uno spogliatoio molto unito e questo fatto non deve passare in secondo ordine perché, proseguendo nella stagione agonistica, potrebbe rappresentare la nostra arma segreta. Credo che il Teramo saprà disputare un onorevole campionato. Ce la giocheremo con tutta la forza che avremo nelle gambe".
Wahab, invece, racconta la sua storia di calciatore:" A Reggio – dice Wahab – sono stato veramente bene. A portarmi nel vostro campionato è stato Sunday Oliseh, uno tra i calciatori nigeriani più famosi al mondo. La società giallorossa mi acquistò già un paio d’anni fa, per poi lasciarmi in prestito a Reggio, poi sono stato a Terni. Qui da voi il livello del gioco è altissimo, veramente di un’altra categoria rispetto a quello che si può vedere in pratica da noi. In Africa giocare è molto più facile. Basti pensare che lì mi impiegavano come trequartista, qui invece sono diventato un centrale nel reparto di centrocampo. Il ruolo a me più congeniale, quello nel quale riesco ad esprimermi meglio, è davanti alla difesa. In Italia ho sempre svolto questo tipo di compito". Dicono di lui: velocità nei recuperi, eccellente bagaglio a livello di tecnica, oltre ad essere molto bravo in fase d’interdizione. "Il mio piede preferito– prosegue Wahab– è prevalentemente il destro. Mi piace, dopo lo scambio con un compagno, scattare e ritrovarmi davanti alla porta avversaria. Ho un buon tiro da lontano, che riesco a sfruttare bene anche su calcio piazzato. Dal punto di vista tecnico, in ogni caso, devo ancora migliorare moltissimo. Devo fare progressi un po’ in generale".

