venerdì 23 settembre 2005

Nella Navigo c'è posto anche per un predicatore/si chiama Crispin ed invita tutti ad avvicinarsi a Dio

Davvero una intervista dal tono diverso. Perché nel roster della Navigo c'è anche un predicatore. Leggetela con attenzione e meditate perhcè su quanto afferma Crispin c'è davvero da meditare. Bastano pochi secondi.
Maxielefante
Uno dei punti fermi della Navigo.it che si avvicina all'inizio del campionato è sicuramente il playmaker: Joe Crispin. Uscito dal college di Penn State, Crispin ha giocato in più squadre della NBA, tra cui i mitici Los Angeles Lakers, e ha esperienze in Europa con le maglie di Aek Atene e Anwil Wroclawek. Adesso è pronto alla sfida al campionato italiano con i colori della Navigo.it Teramo. Joe, qual è stato il tuo impatto con la città?"Splendido. Non potevo chiedere di meglio. La città mi piace, è accogliente, a misura d'uomo. Anche mia moglie si trova molto bene e questo è importante".
C'è anche qualcun'altro con te e tua moglie, non è vero? "Si. C'è nostra figlia Abigail e presto avremo un altro figlio. Siamo tutti eccitati per questo. Non so ancora il sesso, ma mia moglie dice che sarà un maschio. Potrebbe nascere a Teramo così, se diventerà un giocatore di basket, potrà giocare nella Nazionale".
Della squadra che ne pensi? "C'è un bellissimo spirito, sono molto soddisfatto della scelta di venire a Teramo. Il coach e i miei compagni sono straordinari, c'è grande organizzazione, lavoriamo duro, ma ci divertiamo. Devo dire che poche volte mi sono trovato così bene".
Tu hai studiato a Penn State che ricordi hai di quel periodo? "Ho grandi ricordi. Era tutto fantastico: l'Università, la squadra di basket, l'ambiente. Un'esperienza indimenticabile anche per un particolare molto importante: è lì che ho conosciuto mia moglie Erin".
Ci racconti del tuo impegno religioso? "Tutto parte da mio zio che mi ha coinvolto nell'organizzazione che si chiama Seek Him Ministries. Cerchiamo di diffondere la parola di Dio e invitiamo ad avvicinarsi a lui. Ci muoviamo nella costa est degli Stati Uniti, soprattutto in New Jersey ed in Pennsylvania. Distribuiamo libri, opuscoli, facciamo riunioni di preghiera e abbiamo anche un sito internet. La presenza di Dio per me è fondamentale e spero che sia così per molti".
Ti stai dedicando ad una lettura particolare in questo periodo, vero? "Quando ho tempo cerco di studiare il Nuovo Testamento, scritto in greco antico. Lo faccio perchè è un pò diverso da quello che abbiamo noi. Certo che avrei bisogno di una mano per la traduzione, non è proprio una passeggiata".
Un ultima domanda legata al basket. Hai giocato nei Lakers, puoi raccontarci le tue sensazioni? "Sono arrivato allo Staples Center molto giovane e ho trovato una squadra composta solo da campioni. Parlo di gente come Shaquille O'Neal o Kobe Bryant. Ho iniziato la stagione con loro e ho imparato un sacco di cose. Shaq è grande come una montagna, ha una mano che potrebbe cuocerci una pizza...Chissà, magari un giorno potrò tornare a giocare là e avere la mia chance. Bisogna che arrivi l'occasione giusta, al momento giusto. Se Dio vuole.