mercoledì 5 ottobre 2005

Infarto in diretta? Macché privacy... E' la stampa, bellezza

Regola aurea: mai morire in diretta, specie se sei in Italia, e tantopiù se il tuo ruolo è quello di opinionista sportivo. Diventi subito un fenomeno da baraccone, l'ultima cosa che Franco Scoglio avrebbe voluto. Aldo Biscardi ha lanciato la "notizia", dicendo che aveva uno scoop (termine discutibile nella forma e nella sostanza). Ad un dibattito dell'emittente PrimoCanale di Genova, il presidente Preziosi (sì, quello che ha portato la squadra dalla serie A alla C1, condannato per aver venduto una partita) si confrontava telefonicamente con il tecnico che oltre ad averlo allenato, il Genoa lo aveva nel sangue. E così, a Scoglio, gli è venuto un infarto nel mezzo del discorso. Mentre la Gialappa's prendeva una topica, trasmettendo un imitatore che ne faceva la gag dello sproloquiatore, Matrix si buttava a pesce sulle immagini dell'infarto, come anche ha fatto, senza esitazione Skytg24, ieri i giornali - chi più chi meno chi nulla (quelli che come noi chiudono alle otto) - se la sono cavata con coccodrilli un poco frettolosi (certo non ce ne potevano essere di pronti, visto che Scoglio ha urlato fino all'ultimo istante della sua vita) e alcune considerazioni a margine. Come quella di Antonio Dipollina, su Repubblica, intitolata: «Il primo caduto di questo calcio parlato». «La morte inedita impressiona e porta a riflessioni? nella piccola tivù locale, in una discussione trita e ritrita per una storia che ormai nessuno poteva più cambiare, per uno sfogo di palinsesto di lunedì, quando nessuno sa bene cosa mandare in tv». Una cosa insomma di una tristezza infinita. Finchè è Alvaro Vitali nelle vesti di Jean Todt che si spacca una gamba, dispiace per carità, ma sulla morte di Scoglio che del calcio "serio" aveva fatto una ragione di vita, i riflettori andrebbero spenti o, perlomeno, oscurati. E' quanto sostiene il Garante per la privacy. L'organismo (composto da Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan, Giuseppe Fortunato) richiama gli organi di stampa e le testate televisive al rispetto della dignità della persona nel riferire della tragica morte di Franco Scoglio. «I mezzi di informazione - afferma il Garante - si astengano dal pubblicare foto o mandare in onda filmati che ripropongano l'evento avvenuto in diretta nel corso di una trasmissione televisiva. Anche quando si tratti di notizie di rilevante interesse pubblico, infatti, è necessario adottare le dovute cautele per evitare di ledere il diritto alla riservatezza, specie in caso di eventi luttuosi».Da Primo Canale arriva una protesta formale: «Il filmato con le immagini della morte in diretta di Franco Scoglio noi non l'abbiamo ceduto a nessuno. Mentana per "'Matrix" non l'ha avuto da noi» dice con fermezza Mario Paternostro, il direttore della tv locale ligure.«Il video ci è stato richiesto da tutte le emittenti, l'ho detto lunedì sera a tutti, anche a La7 e lo ripeto: noi con la morte lo spettacolo non lo facciamo. E chi lo ha fatto - ha aggiunto Paternostro, ex direttore del Secolo XIX riferendosi a Matrix - secondo noi ha offerto uno show grave e squallido». Paternostro precisa inoltre che «anche i giornali ci hanno chiesto le immagini, ma noi non abbiamo ceduto alcun frame sulla morte di Scoglio» Ma Chicco Enrico Mitraglietta Mentana zitto non ci sa stare. E via con la prolusione, dopo la presuntuosetta premessa: «Non mi sembra una polemica interessante», «Ieri sera, trasmettendo a Matrix il filmato della morte in diretta dell'ex allenatore Franco Scoglio, è stata fatta una scelta responsabile, che rivendico. Se ne può discutere perchè non pretendo di avere la verità in tasca, purchè il dibattito sia leale. Per questo invoco meno ipocrisia possibile», aggiunge Mentana.«Quelli che oggi mi vengono a fare la morale - continua il giornalista - sono gli stessi che ieri hanno chiesto a Primo Canale le immagini della morte di Scoglio, visto che lo stesso direttore Paternostro riferisce che tutti, emittenti e stampa, glielo hanno chiesto. Documentare l'ultimo scambio polemico, l'ultimo dibattito di Scoglio è stata la nostra scelta. Restiamo al fatto: è morto in tv un uomo della tv. Tra l'altro il filmato non era cruento, fosse stata una scena raggelante o terribile non l'avremmo fatta vedere. Non vedo perché quello che è lecito per la stampa non lo è per la tv - prosegue Mentana - Il tema di cosa mostrare è vecchio quanto la tv, anche se può essere sempre reinterpretato perchè cambia periodicamente il senso comune. Penso ad un esempio classico - conclude Mentana - come le immagini dell'assassinio di Kennedy a Dallas. Quante volte quel filmato è passato in tv? Perchè una morte così cruenta si può dare e un'altra meno invasiva no?». C'è chi invece esprime cattolico (cristiano?!! boh?!) cordoglio. E' Fausto Bertinotti. «Con la morte di Franco Scoglio, il calcio perde un maestro. Un maestro sul campo e nella vita. Scoglio «era la voglia di riscatto, il coraggio di affrontare sfide difficili, il non sentirsi mai perdente. Era la fantasia al potere, in campo e fuori. Tutti noi, con lui, ci siamo lasciati andare al sogno. Oggi - conclude - ci manca tremendamente. Ci stringiamo con affetto alla sua famiglia».Alessandra Lucarini (puntocomonline.it)