L'Italia dei Valori non vuole Salini nell'UnioneLa notizia è stata resa nota in una conferenza stampa
Folgorato sulla via di Damasco? Macché, per l’Italia dei Valori è solo un trasformista. Di chi si parla? Ma naturalmente di lui, del senatore, della voce suadente come un call center però con l’idioma del posto, di Castilenti per intenderci. Ma di esempi di trasformismo politico l’Italia è piena, a partire da Rocco Buttiglione (Ppi-Patto Segni-governo Dini con Pds e Lega- Fi-Udr-Cdu-ecc), Irene Pivetti (Lega-Rinnovamento Italiano-Udr), Lamberto Dini (banchiere andreottiano-ministro economico da Berlusconi-presidente del consiglio con il voto delle forze di sinistra e della Lega-Rinnovamento Italiano), Mario Segni (Dc, nel '94 si allea con il PPI, dopo un accordo già firmato con la Lega Nord, nel '96 si batte insieme al Polo delle Libertà per l'Assemblea Costituente, nel '98 flirta con l'UDR di Cossiga, nel maggio 1999 fonda "l'Elefantino" con Alleanza Nazionale), e per terminare anche Giulio Tremonti (area socialista negli anni '80-Patto Segni-Forza Italia). “Ma sia ben chiaro, cambiare partito o idea è perfettamente legittimo” chiarisce il coordinamento di Italia dei Valori “ma il trasformismo di Salini, che crea problemi alla coalizione della nostra provincia, sarebbe stato credibile in tempi non sospetti, quando erano in discussione in parlamento le leggi scellerate volute da Berlusconi, rifiutandosi di votarle”. Per la formazione dell’ex pm di Mani pulite Salini non rappresenterebbe più il suo elettorato e se proprio voglia affiliarsi all’Unione “che si metta in disparte e non cerchi visibilità”. È come dire ad Albano Carrisi dell’”Isola dei famosi” di starsene rintanato dietro una palma per tutta la durata del reality: improbabile. Rocco Salini non è personaggio da seconda fila, questo ce lo dice la storia recente, a meno che non abbia propositi di abdicazione. Ciononostante, l’Italia dei Valori punta il dito accusatorio contro la condanna per falso ideologico ricevuta diverso tempo fa dal senatore: “Fa quasi l’apologia del reato” s’indigna la formazione teramana “reato commesso – a suo dire – quasi per il bene dell’Abruzzo: questi sono fatti che non consentono indulgenze”. Si dichiarano “apportatori di pulizia” ed anticipano sin da ora una campagna di raccolta di firme in tutte le piazze della provincia per una petizione di popolo aperta a tutti i cittadini, anche agli elettori del centrodestra “che hanno vista tradita la loro fiducia, da inviare poi all’on. Mastella, affinché receda da azioni che danneggiano l’Unione e che offendono gli elettori, e a Prodi perché vigili sulla trasparenza e credibilità”. “Niente mercato delle vacche” ribadisce Mario Frattarelli dell’Italia dei Valori “è solo una questione di principio; la gente si è stufata di questa politica, vogliamo girare pagina”.

