lunedì 12 dicembre 2005

Calcio e giustizia sportiva. Ma non è una cosa seria e ci vorrebbe Govi per spiegare quanto sta accadendo al Genoa e a Marassi arrivano i biancorossi

Ma non è una cosa seria. Probabilmente per poter raccontare la storia della penalizzazione del Genoa ci vorrebbe Amerigo Armando, vero nome di Gilberto Govi, simbolo ed emblema del teatro genovese, Govi per gli spettatori di mezzo mondo rappresentava il vero genovese: furbo, sorridente e rude; sulla scena, arricchiva di umori genovesi i testi delle commedie del teatro dialettale raccontando il carattere del ligure come un coesistere di opposti: contraddittorietà tra maschera e sentimento, tra immagine esterna e linee interiori, tra pubblico e privato; il ligure che sa guardare oltre la scorza delle cose e leggere dentro se stesso con una buona dose di humour sotto gli atteggiamenti da gente seria, anzi, per dirla con il suo amato dialetto, "stundaia". Guardare oltre le sentenze della giustizia sportiva, guardare tutto con una buona dose di humour. Questo ci vuole oltre una buona dose di tranquilla esperienza arricchita leggendo proprio le sentenze della giustizia che regola il mondo del pallone. Ma al di la delle sentenze si gioca al “Marassi”. Marassi è un quartiere popolare non molto distante dal centro cittadino, a Marassi è situato lo stadio Luigi Ferraris riedificato in occasione dei mondiali del 1990, la struttura originale era del 1911, e da quell'epoca ospitava le partite del Genoa. Dal 1946 ospita anche le partite della Samp. E quelli con la sciarpa biancorossa che occuperanno le gloriose poltroncine del Marassi potranno, a buon diritto, raccontare un giorno ai figli e nipoti “io c’ero”.