La malinconia torna a farsi sentire proprio in querti giorni nei quali si dovrebbe lasciare il cuore aperto alla festa, al godimento anche del palato. Invece la malinconia non ti lascia respiro perchè la mente torna a certi episodi che si sono verificati in un recente passato e che hanno lasciato il segno. La storia ebbe inizio molti anni fa ma è come se fosse avvenuta ieri. C'è di mezzo una donna. Una donna con la "d" maiuscola, una tutta nera,sempre elegante e curata in ogni particolare. Vederla e telefonarle su un attimo. Lei riceveva le telefonate ed una sola volta telefonò di sua spontanea volontà. Poi non è più accaduto. Le fissai un appuntamento. E lei venne. Allora non c'erano i parcheggi pubblici in Largo Madonna delle Grazie. Arrivò con la sua 112. Scese dall'auto, entrò nell'auto mia e parlammo. Io parlavo e respiravo il suo profumo. Una ventata profumata da annichilire qualunque essere umano. Le dissi che avrei voluto dare inizio ad una storia. Ma lei non mi fece continuare la frase e mi stoppò. Disse solo "se non avessi avuto una figlia tutto sarebbe stato possibile. Ma io la conosco e devi capire che non mi sentirei a mio agio. Insomma questa cosa non è possibile".
Rimase nella mia auto alcuni minuti, continuammo a parlare, poi lei scese e andò via. Da trenta anni continuo a chiamarla. A volte spesso e a volte mi lascio travolgere dalla malinconia e smetto di cercarla. Ma m'è rimasta nel sangue. Era e resta una donna con la "d" maiuscola. Una donna con la quale ho parlato di tutto e le ho raccontato tutto quello che mi è successo di bello (poco) e di meno bello (tanto). Adesso sotto le feste sento la nostalgia di una telefonata, di risentire la sua voce, di ascoltarla in silenzio. Ma non è possibile. Mesi fa le chiesi di poter avere alcuni minuti, perchè avrei voluto un cosnmiglio circa un altro brutto momento che sto vivendo. Mi disse che mi avrebbe richiamato. Non l'ha fatto ed io continuo ad essere malinconico perchè lei mi manca, perchè sono disperato, perchè vorrei che lei fosse accanto a me ed invece non c'è. Soffro in silenzio, soffro come un cane bastonato, come uno che non vuole arrendersi alla realtà della vita. Perchè non posso avere alcuni minuti di felicità? Perché non posso godere anch'io del fatto più naturale della vita? Perchè non sono riuscito a farmi capire da lei? Perché? Ecco allora che questo natale sarà ancora un natale diverso. Mi manchi carissima. Mi manchi più di ieri. E restai comunque nel mio cuore. E ci resterai per sempre. Magra consolazione, ma la debbo accettare per forza. Che cosa posso fare di diverso? Nulla se non ripensare a te, alla tua spiccata femminilità, ai tuoi capelli neri, al tuo colore preferito, ai tuoi occhi. Vado avanti così giorno dopo giorno, anno dopo anno senza avere futuro, senza avere una sola possibilità di rivederti, di incontrarti di nuovo, di sfiorarti le mani. Il tuo ricordo perà mi ha segnato profondamente, mi ha marchiato a fuoco. E mai marchio fu tanto bello. Duro da sopportare, ma terribilmente bello che nei vorrei un altro. Un altro marchio sulla pelle per averti ancora e sempre con me.Quando guardai i tuoi occhi avrei voluto fissarli in eterno, Quando guardai la tua bocca avrei voluto sfiorarla dolcemente, Quando guardai il tuo sorriso avrei voluto che tu fossi sempre felice.

