Era il capitano dell’Under 21, ora cerca spazio con la maglia del NovaraBigica, i due toni dell’azzurr"Ho avuto problemi fisici, ora spero di dare il mio contributo per la salvezza" "In casa fatichiamo più che fuori dove sinora abbiamo fatto bene, ma nei prossimi due match interni contro Teramo e Spezia la situazione potrebbe ribaltarsi" Giocava con Del Piero, Cannavaro e Tacchinardi, erano i tempi dell’Under 21 di Cesare Maldini che dominava in Europa. Emiliano Bigica era il capitano di quell’ azzurro lucente: 14 presenze e tanta stima. Un destino il suo con quella fascia legata al braccio, visto che anche nel Bari a soli venti anni gli venne dato il simbolo del trascinatore, la bandiera dei galletti baresi era lui. Dieci anni fa piaceva perfino a Massimo Moratti che cercava per la sua Inter un regista pensatore e dai piedi buoni. Poi una carriera fata di 87 gare e un gol in A con Bari e Fiorentina. 57 partite e una rete in B con Bari, Napoli e Salernitana. Bigica è tornato quest’anno in C1 dopo un triennio in C2 con 41 match qall’attivo con Nocerina, Mantova e Potenza. Tre stagioni dove Bigica ha giocato poco come sta stentando a trovare spazio anche nel Novara a 32 anni suonati. Un cammino difficile il suo negli ultimi anni, ma del giocatore resta il valore oggettivo. Ora il momento è delicato, visto che il Novara ha perso l’imbattibilità esterna che durava da quattro mesi, 6 novembre 2005, quando gli azzurri si arresero 3 1 al Teramo in Abruzzo. C’è anche la sconfitta per 1-0 nell’anticipo di venerdi scorso a Pavia. Ora il Novara si ritrova a soli tre punti dai playout con un finale di stagione pieno di insidie. A cominciare dalle due prossime gare al ”Piola” contro Teramo e Spezia che sognano i playoff e magari la serie B. Il Novara in casa non vince dal 14 dicembre 2005 quando, in mezzo alla nebbia, si impose 3-0 al Giulianova. La squadra del tecnico Cabrini al ”Piola” ha raccolto solo 12 dei 32 punti che ha in classifica. Per evitare un finale di stagione da brividi gli azzurri si affidano al loro giocatore più carismatico, l’esperto playmaker Bigica. «Effettivamente non posso dire di essere soddisfatto di quanto ho fatto sino ad ora con il Novara, ma ho avuto tanti problemi fisici, non cose gravissime, ma situazioni che mi hanno limitato non consentendomi di essere al top e quindi di poter dare il mio apporto come avrei voluto».Mancanza di continuità che Bigica spera di aver superato. Adesso che arrivano le gare che contano spera di poter dimostrare la sua indiscussa classe, quella che il Novara si attendeva da lui. Il regista in mezzo al campo che manca da diverse stagioni: «Ho trovato a Novara una grande società, un presidente come Giuseppe Resta che ogni giocatore vorrebbe sempre incontrare. Non possiamo deludere un appassionato e uno sportivo come lui ma anche i tifosi che ci sono sempre stati vicini e che sono convinto non ci abbandoneranno neppure adesso che arrivano le gare che possono decidere non solo questo campionato ma il futuro del Novara. Noi, è vero, in casa fatichiamo, ma penso che nelle prossime due partite contro Teramo e Spezia, che verranno a Novara per vincere, potremo avere maggiori spazi e quindi possibilità per imporci».La scelta di Novara ha dipeso anche dal fatto di giocare al fianco del panzer Rubino: «Si, siamo cognati avendo sposato due sorelle e quando la scorsa estate Raffaele mi ha prospettato questa possibilità e sono arrivato in ritiro non ho avuto esitazioni, poi con il presidente Resta l’accordo è stato trovato con una stretta di mano e sono felice della scelta fatta. Ho un contratto con il Novara anche per la prossima stagione e spero di poter rimanere in un progetto importante perchè la città regala grandi stimoli e notevoli motivazioni. Novara merita di tornare in serie B e sarei felicissimo di dare il mio apporto, adesso, però, dobbiamo solo pensare alla salvezza da raggiungere il più in fretta possibile evitando i playout che il Novara ha disputato la passata stagione».Differenze rispetto al passato, considerato che manchi dalla C1 da oltre dieci anni? «L’ultima volta che ho disputato questa categoria nel girone A risale alla stagione 1991/92 nell’Empoli che chiuse al quinto posto, l’anno dopo andai al Potenza nel girone B credo che adesso si corra molto di più e che esista meno fattore campo, forse anche per questo noi del Novara vinciamo spesso in trasferta dove abbiamo raccolto quasi il doppio dei punti rispetto a quelli conquistati in casa, ma il calcio non è mutato più di tanto, serve come sempre grinta, concentrazione e anche piedi buoni perchè solo con la corsa non basta per vincere le partite ».E il Novara si affida al suo regista dai... piedi buoni, Bigica: per arrivare alla salvezza e iniziare a programmare la tanto attesa scalata alla serie B che a Novara manca da oltre vent’anni. (da Tuttosport del 17 marzo 2006)

