giovedì 17 gennaio 2008

Ancora una volta Piero Romanelli fa centro, ma nessuno sa leggere fra le righe di quanto ha detto sulla TeAm. Per la serie quanto puzza c'è in giro


D’altra parte è il nostro compagno di vita. In quel Un cassonetto che è un contenitore di materiale metallico o plastico utilizzato per la raccolta dei rifiuti ci gettiamo di tutto. Se uno si mettesse a dare una controllatina alla spazzatura riuscirebbe a scoprire pregi, visi e difetti di ognuno d noi. Ma questa è un’altra storia. Il cassonetto può essere utilizzato per la raccolta della frazione non riciclabile dei rifiuti o per la raccolta di qualche frazione riciclabile dei rifiuti. Nella raccolta differenziata i cassonetti raccolgono prevalentemente la plastica, la carta, l'alluminio; più raramente viene raccolta la frazione verde, mentre il vetro è spesso appannaggio delle campane. I cassonetti possono avere varie colorazioni, ma prevalentemente viene usato il verde per i contenitori in plastica, mentre i cassonetti in metallo tendono ad essere lasciati nel colore originale del materiale di costruzione. Se poi, nel caso specifico, qualcuno pensasse che il sasso gettato sulla Teramo Ambiente da parte di Piero Romanelli (nella foto) appartenga già al passato commette un errore politico. Perché intanto Romanelli ha parlato con evidente cognizione di causa della gestione societaria. E la reazione da nervi scoperti significa che la parole del consigliere sono andate a segno. Che poi ci sia stata la pace in seno al partito di Romanelli, che poi il sindaco abbia affermato che stima Romanelli è un’altra storia. Ma Romanelli sa di essere nel giusto. E della storia legata alla Teramo Ambiente ne sentirete parlare ancora perchè, quando il diavolo ci mette lo zampino, il problema spazzatura non è solo un problema teramano, è nazionale. E la puzza del pattume di Napoli s’avvertirà anche in Abruzzo. Per cui Romanelli sostiene “Qualcuno dovrà adesso dirci che ne pensa della situazione e bisognerà anche vedere di che pasta sono fatti quelli che hanno sempre detto no a tutto e a tutti. Il problema spazzatura ci investirà prestissimo e allora ne vedremo delle belle ma soprattutto se sentiremo delle belle. Io prenderò, come ho sempre fatto, la posizione che riterrò più giusta. L’ho fatto in un recente passato, lo rifarò. Ma dovremo essere trasparenti perché Napoli non è un caso isolato. Napoli è più vicino che mai a Teramo. Aprano gli occhi quelli che sono bravi a riempirsi la bocca sputando veleno contro ogni proposta”.Che cosa aggiungere? Cosa ci hanno raccontato, per anni e anni? Che il pattume, ammucchiato senza uno straccio di raccolta differenziata così com’è non può essere trattato, ripulito, riciclato, trasformato in combustibile e bruciato. Falso. Succede già. A Venezia. Dove lo stesso tipo di immondizia viene smaltito senza problemi dal più grande impianto europeo di Cdr (Combustibile Derivato dai Rifiuti) che manda in discarica solo il 6% di quello che arriva coi camion e le chiatte. E dov’è l’inceneritore? Dov’è questo mostro orrendo le cui fiamme fanno inorridire quelli che hanno la puzza sotto il naso, gli stessi che dipingendosi già avvolti dai fumi neri della morte, si ribellano all’idea di ospitarne qualcuno? A tre chilometri dalle bancarelle del mercato di Marghera. A cinque da Mestre. A otto dal campanile di San Marco. Senza che nessuno, neppure il gruppuscolo ambientalista più duro e puro e amante delle farfalle, abbia mai fatto una manifestazione, un corteo, una marcetta, un cartellone di protesta. Ecco che allora torna d’attualità quanto ha detto Romanelli ( e non solo sulla gestione della stessa società). Commetterebbe un grave errore chi pensasse che la storia TeAm sia già finita in un dimenticatoio. Non è così.