sabato 5 gennaio 2008
Aspettando di fare (eventualmente) acquisti all'Upim parla un ex allenatore del Teramo, Stefano Bizzosi fra ricordi, rimpianti ed appuntamenti mancati
Il compito di guidare l'Upim dalla panchina a Teramo spetterà a Stefano Bizzozi, con la circostanza aggiuntiva di essere un "ex" (come del resto, in tempi più recenti, i giocatori biancoblù Janicenoks e Cittadini), ma il pensiero del vice resta concentrato sul presente. "La reazione della squadra è necessaria, lo sarebbe stata in tutti modi dopo l’ultima sconfitta casalinga con Milano, lo sarà tanto più ora con l'arrivo del nuovo allenatore. Andiamo a giocare sul campo di una squadra che ha due punti più di noi in classifica, già questo è un motivo fondamentale. Puntiamo a fare la miglior partita possibile". Su cosa si è focalizzato Sakota nei primi allenamenti? "In realtà ha subito cercato di non stravolgere il gioco della squadra per non creare confusione, al tempo stesso ha inserito un paio di nuovi giochi che lui utilizza solitamente, mantenendo alcune opzioni che già avevamo". Che squadra è la Siviglia? "Una formazione molto solida, pericolosa soprattutto in attacco ma dobbiamo anche sottolineare che ultimamente è migliorata molto nella consistenza difensiva. E' chiaro che contro una squadra di questo calibro dovrà scendere in campo una Fortitudo assolutamente compatta, per contenere le possibili sfuriate dei teramani". Poeta e Tucker sono solo i due nomi di punta... "Sicuramente significano tantissimo, nella forza di gioco della Siviglia. Ma non va dimenticata la atipicità di Tskitishvili, Brown e Yango che hanno consistenza dentro l'area colorata ma al tempo stesso grande pericolosità nel tiro perimetrale". Per te, la particolarità di dover sostituire Sakota in panchina... "Certamente non è una cosa semplice, per questo è importante che sia io che Federico parliamo a fondo con lui nella preparazione della gara, per poi trasferirne le linee sul campo nel modo più fedele possibile alle sue idee". Particolarità aggiuntiva, il tuo ritorno da ex a Teramo. "Sì, andai a Teramo una decina di anni fa in virtù di un rapporto di collaborazione instauratosi con la Scavolini. Portammo in Abruzzo alcuni giocatori da formare, da Panichi a Malaventura, per dare loro il trampolino di lancio della B1, in più avevamo un giovane campano di nome Spinelli. Mi piacque molto quella realtà, purtroppo il mio ricordo è dolceamaro perché quel progetto di collaborazione si interruppe con la necessità della società di puntare su un roster più esperto, che poi raggiunse i playoff ma senza più il sottoscritto". Prima partita del 2008, Sakota ha dichiarato che bisogna ripartire da convinzione, fiducia ed ottimismo... "Sicuramente. Questa Fortitudo poi è una squadra che ha bisogno di essere sempre concentrata mentalmente al 100%, purtroppo i risultati ottenuti finora dicono che non siamo riusciti a farlo con continuità, soprattutto quando le partite erano molto ravvicinate. Come se ci fosse sempre il bisogno di essere motivati e stimolati, per questo ora è necessario dimostrare subito una reazione".

