Teramo Pavia 1-2
TERAMO (4-4-2): Mancini 5, Dei 5, Migliaccio 5, Movilli 5 (20’ st Ferri 6), Favasuli 6; Nicodemo 6, Margarita 6.5, Bondi 6.5, Francese 5.5. (34’ st De Angelis ng); Taua 6.5 (29’ st Marasco ng), Manca 5; a disp: Tazza, Angeli, Cascone, Vicedomini, all: Cari 6.
PAVIA (3-5-2): Casazza 5.5, Battaglia 6, Horini 6, Tarantino 6; Todeschini ng (22’ pt Fici 5), Lacagnina 5, Sciaccaluga 6, Lunardini 5, Fasano 5; Veronese 5.5, Rossi 6.5; a disp: Mazzoni, Volpini, Giuliani, Selleri, Convertino, Meggiorini; all. Torresani 5.5.
ARBITRO: Guglioni di Sine 5.5.
RETI: 8’ pt Rossi, 23’ st Taua, 47’ st Margarita.
Note: terreno buono, spettatori paganti 938 per 12mila euro di incasso; angoli 5-4 per il Teramo, ammoniti Favasuli, Rossi, Lacagnina; recuperi: pt 2’, st3’.
Mancini 5_ L’estremo difensore del Teramo non sta attraversando un buon periodo di forma. Dalla sua colossale incertezza è scappato il gol del vantaggio del Pavia che ha “gelato” lo stadio.
Dei 5_ Pare un debuttante per quanti errori commette, il reparto intero ne risente. Eppure uno come lui non dovrebbe essere mai oggetto di discussione. Invece gli capita assai spesso.
Migliaccio 5_ Impreciso, prevedibile, impacciato.
Movilli 5_ Seconda apparizione poco convincente. Tanto che poi l’allenatore lo sostituisce e al suo posto gioca Ferri il quale per il tmepo utilizzato ha dimostrato, al momento di essere due gradini sopra all’ex rossonero di Lanciano.
Ferri 6_ Carattere, tempismo e giudizio con la palla al piede.
Favasuli 6_ Non è appariscente però porta legna alla cascina del diavolo.
Nicodemo 6_ Non si discute. Suggerisce, illumina, ispira.
Margarita 6.5_ Firma la vittoria con una punizione velenosa ed insidiosa. Da tenere d’occhio anche per le sue esperienze in serie inferiore dove s’è saputo mettere in evidenza.
Bondi 6.5_ Estro quanto basta anche se lo utilizza a sprazzi.
Franzese 5.5_ Non convince ancora. Dal 34’ st De Angelis (ng).
Taua 6.5_ Si procura il calcio di rigore che poi Manca alias Calloni spreca incredibilmente. Poi però l’ex cacciatore di squali realizza il gol del pari.
Manca 5_ Abulico, calcia il rigore come un principiante. Senza carattere in mezzo al campo.
L’arbitro Giglioni 5.5 per una direzione insoddisfacente.
TERAMO_L’incubo scompare all’orizzonte. Avviene nella zona Cesarini, quella del recupero e forse proprio per questa motivazione è stato più bello vincere. Il Teramo così riesce ad annullare lo zero nella casella e si prepara ad affrontare due gare in esterno (mercoledì a Salerno in notturna e poi domenica prossima) con uno spirito diverso da quello della vigilia. Non solo ma potrà anche adesso chiedere che una mano venga allungata dal toro di Sora, quel pasquale Luiso che ieri mattina ha firmato il contratto che lo legherà al club teramano per questa stagione. Non è da escludere che Luiso possa già essere utilizzato proprio nella gara di recupero di mercoledì a Salerno.
L’incubo scomparso. "a vittoria importante contro una squadra che ha tirato in porta mezza volta e ci ha beffato" Così dirà il presidente Malavolta alla fine della gara ed aggiungerà:"Una vittoria comunque importante proprio perché acciuffata durante i minuti di recupero, quando probabilmente tutti pensavano a pareggio come risultato acquisito"
Il direttore sportivo Giovanni Gallo invece ha detto che “il campionato del Teramo ha avuto inizio proprio con la vittoria sul Pavia” ed ha aggiunto che “la squadra ha saputo togliersi di dosso quella eccessiva tensione che la stava attanagliando impedendole di giocare come invece sa fare”. Gallo ha poi concluso:"Abbiamo riportato un risultato importante che certamente ci permetterà di lavorare con una dose maggiore di tranquillità anche in vista del doppio impegno lontano dal Comunale"
Marco Cari, l’allenatore del Teramo, non ha dubbi:"Una gara che abbiamo meritato di vincere anche se l’abbiamo dovuta rincorrere al vittoria per una serie di circostanze negative. Una preziosa vittoria inseguita e caparbiamente voluta dalla squadra e credo che sulla nostra vittoria non si possa gettare alcuna ombra di partigianeria perché abbiamo fallito alcune palle gol e ci siamo fatti fregare al primo ed unico affondo da parte dell’avversario. Una vittoria pesante e ancora più gustosa proprio perché l’abbiamo afferrata a qualche minuto dal triplice fischio finale. Tre punti che ci rilanciano ed ora però cominciamo a pensare alla gara di Salerno, trasferta molto impegnativa. La vittoria sul Pavia appartiene già al passato e non possiamo cullarci oltre misura sugli allori" Ma da oggi il “diavolo” è pronto a caricare potendo contare sull’apporto del toro di Sora.
TERAMO_ Alla fine è sbocciata la Margarita ed il Teramo ha acciuffato una vittoria, che comunque ha meritato, a pochi secondi dal triplice fischio finale. Ha così battuto il Pavia (1-2), ha cancellato la sconfitta del debutto ad opera della Samb e si rincuora. Può, adesso, tirare il fiato e pensare che potrà avere a sua disposizione anche Luiso che ha firmato il contratto. C’è voluta una Margarita infatti per andare dritti verso la vittoria. Tutto avviene nel corso del secondo tempo. Intanto il Pavia, passa a condurre grazie ad un intervento goffo da parte del portiere teramano Mancini (il quale non ha trattenuto la palla e così Rossi è andato comodamente in rete), è graziato da Manca il quale, ad inizio di ripresa, ha calciato come un dilettante un calcio di rigore che l’arbitro aveva concesso ai teramani per fallo commesso dall’estremo difensore ospite su Taua, ma poi affonda sotto il colpo di fioretto del baby Margarita che realizza il definitivo 2-1 su punizione.
Prima della botta finale però il Teramo a quel punto aveva tremato, perché aveva rivisto le streghe sul Comunale e perché si accorgeva che il reparto che avrebbe dovuto fare la differenza (quella benedetta difesa) invece continuava ad essere come un rubinetto che goccia a ripetizione. E allora ci ha pensato l’ex cacciatore di squali, Taua a rimettere a posto le cose, correva il 23’ della ripesa quando il colored lasciava partire un sinistro- saetta che andava ad infilarsi fra legno sinistro e portiere per l’uno a uno meritato e sacro santo. Ma non poteva terminare così una partita che il Teramo sebbene condizionato in difesa, sebbene claudicante in attacco, non meritava di non aggiudicarsi. E allora proprio al 47’ invece è giunta la liberazione, l’azione che sbloccato il risultato ed rimesso a posto conti e somme totali. Fallo su Bondi, sul pallone per la punizione si piazza Margarita, tiro forte a candela che va a finire nell’angolino sinistro della porta del Pavia. Sboccia così la Margherita sul prato verde del Comunale, il Teramo si aggiudica i tre punti e la pratica passa in archivio.
Gara comunque piacevole fino ad un certo punto. Cari toglie De Angelis ed inserisce Bondi a centrocampo a fianco di Nicodemo, poi Franzese a sinistra e Margarita destra come esterni, conferma per gli altri. Pavia col solito modulo ma senza eccessive sbavature ed eccessiva accademia. Il Pavia si fa vivo con Lacagnina la cui conclusione però viene deviata all’ultimo da Dei, poi è Bondi che al 18’ si fa respingere da Casazza il pallone e la favorevole occasione sfuma, al 25’ Nicodemo lancia Manca ma viene fermato per un dubbio fuorigioco, al 38’ il Teramo potrebbe passare in vantaggio: punizione di Bondi, testa di Migliaccio, ribatte Casazza, riprende Nicodemo di testa ma in mischia libera un difensore.
Ad inizio di ripresa la doccia fredda. Papera di Mancini che non trattiene un tiro di Lunardini, si avventa sul pallone Rossi e realizza (8’), biancorossi sbandano ed i tifosi fischiano. Poi il Teramo riesce però a riemergere: Taua si procura un rigore che Manca fallisce, Taua ci mette la pezza al 23’ quando firma il pareggio. E poi allo scadere spunta la Margarita ed il Teramo la coglie al volo e la deposita in cassaforte. Come una reliquia.

