martedì 27 settembre 2005

La Fermana già affila la dentiera aspettando il Teramo.Molte motivazioni si nascondono fra le pieghe di una "semplice" partita di calcio

FERMO - Dove fosse finita la Fermana, nessuno sembrava saperlo. Neppure Sciannimanico altrimenti, con la Pro Sesto, avrebbe fatto qualcosa. Squadra lenta, noiosa, ripetitiva, senza fantasia e con diversi equivoci. Tanti giocatori con la testa fra le nuvole, tanti altri sul cuscino. E con l'arrivo di Quadrini, non ci si poteva di certo attaccare all'assenza di Tinazzi. Poi, di colpo, il sole. Non ferragostano, ma capace comunque di scaldare un po' gli animi. La squadra sale in quel di Pizzighettone, seguita solo da pochissimi aficionados (peraltro pronti ad innescare una nuova contestazione...), con il pronostico contro e la prospettiva di un'altra domenica al palo. Ed invece ecco il primo punto, confortato dal gioco e condito da una buona dose di recriminazioni per vari torti arbitrali subiti. La mano di Sciannimanico si nota già ed ora sono in molti a pronosticare alla Fermana l'uscita dal tunnel della crisi. Scotti a parte (siamo sempre stati convinti che l'infortunio con la Pro Sesto fosse episodio isolato), Barucca (giunto in diffida) e, soprattutto, Masi sono apparsi decisamente più volitivi ed in palla. Inoltre, la squadra ha fisicamente retto per tutto l'arco di gara, non accusando cali di tenuta. Oggi, sul manto erboso di Campiglione (inizio allenamento ore 15), si riprende. Con la consapevolezza che la compagine canarina c'è, che non è la vittima sacrificale di questo girone A della C1 e che già da domenica prossima, in una gara carica di suggestioni (ritorno di Cari, Furlan, Sgammato e Manca, non bastasse l'affaire Bucchi), sarà chiamata a fugare ogni dubbio in merito. Vincere significherebbe veramente tanto. L'impresa appare ardua, ma non impossibile. (il messaggero.it)