sabato 17 settembre 2005

La visita del presidente appartiene già al passato/ E' bene però ricordare che cosa ha dichiarato il sindaco Chiodi/per non dimenticare

Teramo ha origini antichissime e, secondo alcuni storici, la sua fondazione risale all’età preromana, ad opera dei Fenici che chiamarono questo territorio “Petrut”, cioè “luogo elevato circondato dalle acque”.Infatti, come avrà avuto modo di conoscere Signor Presidente, Teramo è immersa nel verde delle colline, sullo sfondo del Gran Sasso e dei Monti della Laga, e racchiude in sé una storia millenaria della quale rimangono ancora oggi, oltre alle splendide bellezze paesaggistiche, straordinari esempi archeologici, architettonici e i sapori di un’antica cucina genuina. Questa città, che mi onoro di rappresentare, è orgogliosa di accogliere il Presidente della Repubblica Italiana e di manifestare il più grande apprezzamento per il Suo alto magistero, improntato alla custodia dei valori fondanti della nostra democrazia e alla difesa dei principi costituzionali.
Oggi, grazie a Lei, l’Italia è rappresentata da un uomo super partes appassionato dello Stato che ha servito senza ambiguità o perplessità; un civil servant che, garantendo la distinzione di ruoli, ha fatto del dialogo istituzionale e riformatore il Suo cavallo di battaglia. In Lei coesistono i tratti migliori della storia del Paese, cui anche questa città si onora di aver dato un contributo importante durante la lotta di Resistenza.
Quando ha richiamato gli italiani ad un rinnovato amore per la Patria ed a salvaguardare l’inestimabile valore dell’unità del Paese, abbiamo riconosciuto in Lei un interprete coerente, attento e fedele ai valori risorgimentali che hanno avuto definitivo compimento nella Costituzione della Repubblica. Ed io sono fiero di ricordare i miei concittadini che, in quegli anni duri e difficili, condussero una lotta aspra e continua, pagando spesso con l’estremo sacrificio, per l’affermazione dei diritti di libertà, di giustizia e di democrazia che venivano negati al popolo italiano: il capitano dei carabinieri Ettore Bianco, il medico pediatra Mario Capuani, l’ebanista Ercole Vincenzo Orsini, Medaglie d’oro alla memoria, e i tanti giovani protagonisti nella Battaglia di Bosco Martese, simbolo della resistenza teramana, ma anche e soprattutto la prima tappa gloriosa della Resistenza Italiana.
Il mio ricordo va anche a tutti quegli uomini che hanno fatto la nostra Italia, attraverso lotte civili e militari, testimonianze tutte della continuità della nazione. Quella continuità che è stata in grado di superare e vincere anche la più grave frattura della nostra storia, perché mai è venuto meno, dal Risorgimento ad oggi, il senso profondo della patria, che ha poi consentito nella Repubblica democratica la piena pacificazione tra tutti gli italiani. Proprio perché sappiamo essere profonde e a tutti comuni le radici della nostra italianità, possiamo investire questo patrimonio nazionale, investirlo soprattutto in Europa, in quell’Unione che ci ha visti sempre protagonisti nel costruirla.
Lei, che è stato un instancabile mentore dell’Europa unita, continua ad offrire il suo contributo per quel processo di integrazione che è necessario affinché possa finalmente nascere un unico grande popolo europeo. Caro Presidente, Lei appartiene a quella generazione che negli anni della giovinezza fu travolta dalla seconda guerra mondiale. Uccidersi a vicenda in Europa e distruggere la cultura comune, Lei deve averlo sentito come una follia. Dall’esperienza di quella guerra è nato il Suo impegno a favore di un’Europa pacifica, unita. Da decenni, perciò, lavora a favore dell’Europa, promuovendola con chiarezza, costanza e tenacia. In un'Europa che ha relegato le sue barriere, le sue divisioni e i suoi muri tra le macerie di un passato non più ripetibile, la sfida che oggi ci apprestiamo a vincere è proprio quella dell’integrazione. Albert Einstein sosteneva che “solo attraverso la comunicazione – ed io aggiungo attraverso la conoscenza e la frequentazione - si possono distruggere i confini territoriali, per creare ponti tra i paesi superando la geografia, la diffidenza e l’impasse delle lingue” e, quindi, creare l’Europa dei Popoli. Fedele a queste teoria, il popolo teramano è forte, gentile, fiero delle proprie tradizioni ma aperto alle novità ed ospitale con gli altri. Nel 1989 l’UNICEF ha dichiarato Teramo “Città aperta al Mondo” per quanto rappresentato dalla Coppa Interamnia, il torneo giovanile di pallamano più importante al mondo che, poche settimane fa, ha visto compiersi la 33a edizione, a cui hanno partecipato migliaia di persone in rappresentanza dei cinque Continenti. Una splendida kermesse che ha trasformato la città in un caleidoscopio di colori, di razze e di culture accomunate da uno spirito di gioia e fratellanza in grado di superare ogni diversità in nome della pace. L’essere riconosciuta tra le poche “città aperte al mondo”, ne fanno un “unicum” nel panorama mondiale, vero e proprio luogo geografico nel quale si realizza il significato profondo della solidarietà e della comunione. Teramo potrebbe essere un esempio mirabile di quanto possono fare i cittadini a livello locale per contribuire ad una maggiore integrazione dell’Europa; ogni autorità comunale ha il dovere di sciogliere le troppe remore frapposte, affinché si realizzi non soltanto una buona Europa, ma anche e soprattutto dei buoni cittadini europei. Da poco questa città si è unita in gemellaggio con il Comune di Praga 7 della Repubblica Ceca, paese che lo scorso anno è entrato a far parte dell’Unione Europea, e da oltre venti anni è gemellata con Memmingen, città della baviera tedesca. La pace e l’unità dell’Europa sono grandi opportunità anche per una migliore crescita economica, ma sono ugualmente necessarie altre congiunture che assicurino lo sviluppo di un territorio. Più volte, Lei Signor Presidente, ha evidenziato l’importanza delle cooperazioni rafforzate nella salvaguardia del processo evolutivo dell’Europa e ritengo che anche a livello locale sia necessario riaffermare un sistema economico coeso, fatto di alleanze, di collaborazioni, di condivisione di strategie di sviluppo. Per questo il Comune di Teramo si è fatto promotore di un progetto di Piano Strategico che, attraverso il coinvolgimento ed il confronto collettivo tra gli attori sociali ed economici, tende a fornire nuovi strumenti di pianificazione in grado di accompagnare e sostenere la città nel suo percorso di crescita.
Si tratta di uno strumento in cui il governo locale, la Pubblica Amministrazione, è un attore tra i tanti, non più autoreferente, ma con un ruolo importante: di innesco, di stimolo, di coordinamento dei processi di sviluppo. In quest’ottica l’Amministrazione comunale sta ponendo particolare attenzione alle criticità del sistema industriale del nostro territorio che, sebbene caratterizzato da una vivace dinamica evolutiva, incontra difficoltà di natura strutturale tali da provocare una perdita di competitività sia sul mercato interno che sui mercati internazionali. L’aspetto che più di ogni altro penalizza fortemente l’intero sistema economico provinciale riguarda l’insufficiente dotazione di infrastrutture di collegamento stradale e ferroviario, che fanno del nostro territorio un terminal, perdendo progressivamente di interesse per nuovi insediamenti produttivi. Sa bene signor Presidente che i mercati hanno bisogno di fiducia, che le economie e le tecnologie progrediscono quando si muovono in un sistema di obiettivi credibili, nell’ambito di una certezza giuridica condivisa, nel quadro di istituzioni politiche stabili e forti, ma anche in contesti strutturali che agevolano i processi aziendali.
Teramo attende ormai da troppo tempo un efficiente sistema viario che le consenta di svolgere un ruolo di crocevia tra il Tirreno e l’Adriatico, che agevoli gli scambi e i trasporti, rilanciando in maniera propulsiva l’economia. Il Lotto Zero e la Teramo-mare sono due esempi gloriosi di mal gestione delle opere pubbliche che necessitano, a questo punto, di un impegno straordinario da parte delle Istituzioni centrali. Signor Presidente è di vitale importanza per il nostro territorio accelerare la realizzazione di queste grandi infrastrutture e che venga finanziata, al più presto, la Tangenziale Nord, fortemente sollecitata dall’Amministrazione comunale, che sarà oggetto di un protocollo d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture, Regione e Provincia, per essere inserita nella Legge Obiettivo. La Sua presenza qui oggi, Signor Presidente della Repubblica, è per tutti noi motivo di grande ottimismo per il futuro della nostra città, oltre che di profondo orgoglio in quanto nutriamo particolare considerazione per il Suo operato e simpatia per le Sue doti umane. Lei sa parlare al cuore della gente ed è un uomo dal pensiero giovane e dinamico, per questo siamo fieri che Lei rappresenti, con quel suo modo di fare competente, serio, sereno ed equilibrato, questo grande Paese che è l’Italia, una miniera straordinaria di lavoro competenze, professionalità, risorse materiali e morali, passione e intelligenza.
Lo diciamo con sincerità, con convinzione: grazie per essere fra noi e benvenuto a Teramo Signor Presidente.
Gianni Chiodi