Sipario anche con un pizzico di malinconia. Avevamo avuto l'occasione di sognare. Ma alla fine ci hanno svegliato. Adesso ci rituffiamo nella pallacanestro regionale e guardiamo avanti. Intanto ci resta negli occhi il ricordo del bravo Mordente.
Maxielefante.
Fine dell'avventura europea, e probabilmente anche fine di un ciclo. Proprio come quattro anni fa ad Antalya gli azzurri vengono mandati a casa dalla Croazia dopo quattro partite. Allora quella delusione costò il posto a Boscia Tanjevic. Carlo Recalcati il posto non sembra rischiarlo, ha fama di allenatore vincente, è bravo ed esperto. Ma certo con il suo carisma dovrà inventarsi qualcosa. Ad acuire l'amarezza l' incertezza sui prossimi Mondiali in Giappone, per i quali l' Italia non è ancora qualificata. Gli Europei serbo-montenegrini assegneranno sei posti, gli azzurri possono soltanto sperare in una wild card come vicecampioni olimpici. Ma da qui ai Mondiali c'é tempo e la sensazione è che ci sarà molto da cambiare in questo gruppo stanco e incerottato. Contro lo squadrone croato l'Italia ha retto fin che ha potuto. Fin quando le gambe hanno girato la partita è rimasta apertissima. Bene l'inizio di capitan Galanda e Soragna, Basile, bene sotto canestro soprattutto Chiacig, ma alla distanza lunghi croati alla fine per schiacciare quelli azzurri (40 rimbalzi contro 22). Gli esterni hanno giocato a sprazzi: da Calabria e Basile è venuta qualche tripla. Pozzecco, molto atteso (era stato l'artefice della vittoria sui croati nella fase di preparazione), ha gettato l'anima in campo, ma anche lui ormai deve convivere con gli acciacchi. All'inizio del secondo tempo proprio da Pozzecco è partita la rimonta (da -11 a -1). A decidere definitivamente la gara sono stati però gli errori nel tiro pesante di Basile, Calabria, Bulleri e Pozzecco. Così la Croazia ha di nuovo preso il largo (68-56) e sull'Italia è calato il buio. Gli azzurri escono comunque a testa alta da questo Europeo. Di miracoli questa squadra ne ha già fatti parecchi (bronzo europeo due anni fa, argento ai Giochi di Atene). La Croazia merita di andare avanti non tanto per i tre Nba che ha, ma per la maggiore fame di vittorie. Ed è più giovane. A rendere ancora più difficile il compito dell'Italia le condizioni ambientali. Il pubblico era quasi tutto per la Croazia e gli spalti del 'Moraca' è stato un tripudio biancorosso. Ma nella ripresa qualche coro 'Italia, Italia' ha dato la carica giusta agli azzurri, che per la circostanza hanno lasciato negli spogliatoi le magliette bianche. E la casacche azzurre hanno sempre portato più fortuna. Così sembrava all' inizio anche questa volta, con la squadra di Recalcati che è partita subito concentrata. Buonissimo l'avvio di Galanda e Soragna, preziosissimo in attacco ma anche in marcatura. Dopo la prima fase di studio è stato Calabria con una tripla a dare la prima spallata (13-8). Al 7' la panchina azzurra giocava subito la carta Pozzecco, ma un po' per sfortuna un po' per bravura dei croati l'Italia non decollava. Anzi, chiuso il primo quarto 19-16 gli azzurri subivano un break di 7-2 che riportava avanti la Croazia (23-22). Un errore da tre di Calabria dava il la all'allungo croato: parziale di 8-0 e gli azzurri andavano al riposo sotto di nove punti (31-40). Un canestro di Kasun portava il margine a +11 (42-31), ma con Pozzecco l'Italia aveva di nuovo un sussulto, il resto lo faceva Chiacig: break di 5-0 e la partita (sembrava) riaprirsi. La lunga e affannosa rincorsa azzurra si fermava all'inizio dell'ultimo quarto a -1 (54-55). A quel punto la Croazia accelerava di nuovo. L'Italia non segnava più per quasi cinque minuti, a complicare la situazione il quarto fallo di Chiacig. Il resto lo facevano gli errori a ripetizione nelle triple degli esterni azzurri, mentre i lunghi non riuscivano a frenare Kasun. Nel finale l'Italia si affidava all'estro imprevedibile di Pozzecco (62-68), ma era troppo tardi. A Belgrado va dunque meritatamente la Croazia, assieme alla Germania di Nowitzki che nell'altro spareggio ha eliminato la Turchia di Tanjevic 66-57 con 33 punti del fuoriclasse dei Dallas Mavericks.

