giovedì 22 settembre 2005

Per salvare il Teramo/ il Toro di Sora è pronto/a rientrare nell'arena del Comunale con la giusta carica

Vuole ricominciare da Teramo. Pasquale Luiso per gli addetti ai lavori melgio conosciuto come il Toro di Sora. Portebbe debuttare domenica al comunale contro il Ravenna. Ecco che cosa ha dichiarato il Toro a il messaggero.it.
Maxielefante


TERAMO_ E’ un’altra scommessa. Che il presidente Romano Malavolta tenta con lo scopo di vincerla. E non sarebbe la prima volta. L’ha vinta con Myrtay, l’ha vinta con Motta, l’ha vinta tante altre volte (ma alcune ne ha anche perse). Perché nel passato calcistico Malavolta ha puntato su giocatori che magari non avevano fatto faville o che potevano apparire già avviati a percorrere il viale del tramonto, invece una volta indossata la casacca del Teramo, gli stessi calciatori hanno avuto una seconda giovinezza, hanno quindi ridato lustro alla maglia. Ma stavolta la scommessa ha un sapore diverso. Perché al capezzale del “diavolo”, sprofondato all’inferno ed infilatosi nel tunnel della crisi, arriva il Toro di Sora. Che magari non sarà nemmeno più un giovane torello, ma resta pur sempre uno che ha lasciato il segno, nel bene o nel male, dovunque abbia militato. Dunque Pasquale Luiso finisce con l’essere, ancora una volta come gli è capitato tante volte nel corso della sua lunga carriera che continua quando ha compiuto 35 anni, il salvasquadra, colui il quale adesso ha il compito di indicare la strada della rinascita al Teramo. Una squadra che è in crisi di risultati. Una squadra che ha bisogno di tornare alla vittoria, una squadra che ha bisogno di una iniezione di vigoria, di una sorsata di sangue di toro insomma.
"Arrivo a Teramo - ha detto Luiso- con un sogno che tengo nel cassetto. Vorrei chiudere la mia lunga carriera con una prestazione da incorniciare. Del tipo che ad un tifosi frettoloso al quale venisse chiesto notizie su di me, si potrebbe rispondere anche con una buona dose di soddisfazione: “Beh sta andando benissimo a Teramo dove chiuderà la carriera”. Chiudere a Teramo ma con il botto. Non è che nelle ultime stagioni sia andato a mille- ha aggiunto ancora Luiso- ma andiamo a vedere che cosa è capitato: società che sono andate in crisi, stagioni sfortunate, fallimenti. Però ad inizio di stagione pur avendo la possibilità di restare in pantofole e tranquillamente seduto in veranda, mi sono rimesso in gioco, sono andato ad allenarmi con i disoccupati. Il resto è cosa nota a tutti".
Incontro con Malavolta, Luiso che si presenta a Teramo con l’entusiasmo del primo giorno, firma il contratto ed ora è pronto a ricominciare. "Lo spirito è quello giusto. Ma mi preme ribadire un concetto: se non fossi convinto dei miei mezzi- ha detto Luiso- avrei appeso le scarpette al chiodo. Mi rimetto in gioco come se fino ad oggi non avessi giocato mai. Lo so che qualcuno ha storto il muso quando sono arrivato a Teramo. Però prima di giudicarmi datemi uno sguardo in campo e poi magari emettete pure la sentenza ". Insomma un Toro che ha ancora voglia di “caricare” alla vista del “rosso”. Rosso sangue proprio come la maglia del Teramo. Luiso dunque ricomincia a testa bassa come si addice ad uno che, dopo aver cancellato il suo degnissimo trascorso calcistico, decide di calpestare il fondo del Comunale per la prima volta, magari trattenendo anche un filo di emozione. E di rimettersi in competizione. Nell’arena del Comunale domenica contro il Ravenna.