SABINA VA DAL CELENTANOIDE, PAOLO FUGGE PER TIMORE DI UN ATTENTATO“SONO SPARITO PERCHE’ NELL’EST E’ STATO DECISO DI ELIMINARMI FISICAMENTE”ARRESTATI 6 UCRAINI ARMATI DI LANCIAGRANATE – I DOCUMENTI DELLA MITROKHINA ciascuno il suo Guzzanti. Stasera il Celentanoide di Brugherio farà rock con politik con Sabina Guzzanti, noi ci occupiamo del politik senza rock del padre della Guzzantina. Paolo Guzzanti è tornato da alcuni giorni da una lunga vacanza all’estero con tutta la famiglia. Vacanza è un eufemismo: sarebbe meglio dire “fuga”. Il vice direttore de “Il Giornale” nonché presidente della Commissione Mitrokhin, nel suo ruolo di senatore di Forza Italia, è finito nel mirino di un attentato terroristico.
Data: Tue, 18 Oct 2005 08:34:23 +0200Da: PAOLO GUZZANTI Oggetto: Ucraini per meCari amici,Uno dei motivi per cui sono sparito è che fonti diverse hanno indicato da una settimana la decisione presa nell’Est di eliminarmi fisicamente. In particolare un pullmino con armi da guerra e lanciagranate adatto alla mia superblindata sarebbe partito da Kiev. Ho allertato i servizi segreti di tutto il mondo, mi hanno rafforzato la scorta ma non sono fuori pericolo. Ieri per fortuna una delle squadre di assassini arrivate in Italia è stata presa a Teramo. Vi allego le notizie di agenzia comparse ieri. Perdonatemi dunque se non ho molto tempo in questi giorni. Comunque tutto bene, almeno per ora.Un abbraccioGUZZ
UCRAINI CON ARMI GUERRA, TRA IPOTESI ATTENTATO O RAPINAINDAGINI PARTITE DA NAPOLI (ANSA) - TERAMO, 16 OTT - I sei ucraini arrestati ieri sera a Teramo perche' trovati in possesso di armi da guerra potrebbero essere coinvolti nella progettazione di attentati a personaggi delle istituzioni o a una grande rapina. Sono queste le ipotesi piu' accreditate tra quelle all'esame degli investigatori, che stamattina a Teramo hanno tenuto una conferenza stampa per illustrare le modalita' degli arresti.La vicenda interessa anche Napoli: dalla polizia partenopea, infatti, era partita la segnalazione ai loro colleghi abruzzesi. Nel capoluogo campano, quindi, vi sono gia' indagini in corso sull'attivita' degli ucraini, tutti in possesso di regolare permesso di soggiorno. Secondo quanto si e' appreso, l'inchiesta e' partita dalla Procura della Repubblica di Napoli in seguito a una specifica denuncia presentata da una persona collegata al mondo istituzionale. Il sostituto procuratore della Repubblica di Teramo Bruno Auriemma e' titolare dell'indagine sul possesso di armi da guerra, due granate in dotazione alle forze speciali dei Paesi dell'ex Patto di Varsavia. Alla vicenda sono interessate le Questure e le squadre Mobili e le Digos di Teramo e di Napoli.L'operazione e' scattata ieri pomeriggio. La polizia abruzzese ha intercettato un furgone con targa ucraina, proveniente dall'Est, sul quale viaggiavano quattro delle sei persone arrestate (tra cui vi sono due donne). Sul mezzo vi erano generi alimentari e oggettistica da vendere nei mercati italiani. La polizia ha atteso di verificarne la destinazione, un casolare di campagna vicino al casello autostradale dove vi erano altri due ucraini a bordo di un furgone simile.Appena e' stata completata la suddivisione della merce - su un mezzo solo generi alimentari, sull'altro vestiti - sono intervenuti gli agenti i quali hanno trovato le granate, nascoste in un libro grande e spesso, al cui interno era stato ricavato un incavo. Il pacco contenente il libro recava anche l'indirizzo di una persona di Napoli a cui era destinato.Dei sei ucraini, due sono residenti a Mosciano Sant'Angelo (Teramo), altrettanti in Ucraina, e gli altri nel Napoletano, rispettivamente a Volla e Frattamaggiore. Questi i nomi degli arrestati: Vitaly Mykhalchuk, 26 anni, Myroslava Pavlyuk (26), Stefan Kovpac (54), Volodymyr Stakhurskyy (34), hanna baran (46), oleh havrushko (30).
NAPOLI, 17 OTT - L'indagine che ha portato all'arresto di sei cittadini ucraini, trovati in possesso di alcune granate e' partita da Napoli dove, durante alcuni servizi di controllo del territorio della sezione criminalita' extracomunitaria della questura di Napoli, gli investigatori sono venuti a conoscenza di un traffico di armi provenienti dall'Ucraina.Secondo le informazioni raccolte dagli agenti, le armi sarebbero dovute giungere a Napoli tra sabato e domenica: sono quindi state allertate tutte le questure e la polizia stradale ed il furgone con il carico e' stato intercettato e fermato a Teramo. Secondo gli investigatori della sezione criminalita' extracomunitaria della questura di Napoli, queste granate, di uso non comune in Italia, dovevano essere immesse nel circuito del traffico internazionale di armi, per acquisire denaro. Su quale dovesse essere l'uso delle armi gli inquirenti non si sbilanciano, le ipotesi sono numerose, dall'attentato alla rapina.Raggiunto telefonicamente, Guzzanti conferma a Dagospia di essere stato oggetto di un attentato e ai sopra citati lanci Ansa aggiunge di aver deciso di “riparare all’estero” dopo aver avuto una conferma della gravità dell’episodio dal direttore de “Il Mattino” di Napoli. Mario Orfeo infatti aveva saputo da fonti della Procura napoletana che le granate dei sei cittadini ucraini erano destinate a far fuori Paolo Guzzanti (è in corso una inchiesta della magistratura campana). Sotto le granate, cova la Commissione Mitrokhin. “Con la fine della legislatura – osserva Guzzanti – la commissione da me presieduta si appresta a chiudere i lavori con tonnellate di prove e documenti. Dall’attentato al Karol Wojtyla all’assassinio di Aldo Moro. Dalla devastazione della storia d’Italia, ad opera dei servizi segreti dell’Est, in primis il Kgb di Mosca, manca solo la strage di Ustica. Io sono solo e Putin mi odia a morte”, conclude Paolo Guzzanti. Dagospia 10 Novembre 2005.

