Non c'è angolo, non c'è zona, non c'è spazio in cui non si parli dell'avvenimento della serata. il Teramo che gioca a Marassi. D'accordo si tratta solo di una partita di calcio. Però è anche vero che in questi nvoe anni nel corso dei quali la gestione calcistica è finita nelle mani di Romano Malavolta, il Teramo spesso è finito nel giro che conta respirando anche l'aria della serie A. L'ha respirata a Siena, l'ha respirata a Verona, l'ha respirata al San Paolo e questa sera la respira a Marassi. La città è in attesa. Tutti già si sono organizzati. I bar che hanno Sky hanno alelsito la sala grande per poter ospitare tutti quelli che vorranno assistere alla gara, i tifosi organizzati hanno già raggiunto Marassi, gli altri sono partiti all'alba per visitare anche Genova. Insomma appare pesante parlare di esodo, però molti, moltissimi si sono mossi. Per una partita di calcio.
La Lega Calcio e la società di Deloitte&Touche hanno di recente pubblicato il primo rapporto sull’economia del calcio professionistico , partendo da quello della stagione nella stagione sportiva 1997-98. Si tratta di un di un volumetto di 36 pagine, riccamente illustrato con grafici che indicano assai dettagliatamente i vari aspetti cui l’analisi compiuta si riferisce, allegato al n.5 de “I quaderni del Calcio”, IV trimestre 1999. Nel presentare questo interessante lavoro statistico compiuto dalla Lega, è necessario, per ovvi motivi di spazio, operare delle scelte, individuando quei dati che più possono interessare la figura dell’allenatore. Non che altri aspetti non siano di interesse per i tecnici, ma, nell’impossibilità di rendere tutta la mole dei dati statistici presentati e dei settori analizzati, certe informazioni sono di più diretta competenza dell’allenatore.Partiamo dal primo dato generale: il calcio professionistico di serie A e B ha fatturato, nell’esercizio 1997-98, quasi 1.600 miliardi di lire, mantenendo un costante ritmo di crescita destinato ad incrementarsi maggiormente per effetto dei nuovi contratti televisivi siglati dalla Lega a partire dalla stagione sportiva 199-2000. Questo dato è reso ancora più significativo se si prende in considerazione una recente stima fatta dalla Nomisma che, considerando anche il fatturato indotto, indica che il giro d’affari prodotto dal calcio italiano supera gli 8.000 miliardi di lire, collocando questa attività al tredicesimo posto tra i fatturati prodotti dai gruppi industriali, dato questo avvallato anche da Mediobanca. Il secondo dato è, per così dire, di portata sociale-economica: gli italiani interessati al fenomeno calcio sono poco meno di 24 milioni di cui: 17 milioni seguono regolarmente il calcio in televisione mentre i vari stadi delle serie A e B accolgono oltre 12,5 milioni di spettatori l’anno. Inoltre, ogni giorno, i tre quotidiani sportivi sono letti da circa 5,8 milioni di persone. Notevole anche i dati riferiti al calcio in televisione nel 1998: il 39% del totale delle ore dedicate allo sport sono state appannaggio del calcio che, da solo, ha totalizzato il 61% dell’ascolto complessivo. Tra le venti trasmissioni televisive che hanno raccolto più spettatori, sempre nel ’98, diciotto sono state partite di calcio ed il campionato italiano è stato diffuso in 140 Paesi stranieri. Ben 2,7 milioni di persone in Italia praticano regolarmente il calcio ai vari livelli.Le cifre fin qui riportate danno l’esatta dimensione del fenomeno e della sua importanza nel contesto socio-economico nazionale.

