lunedì 26 dicembre 2005

Parla l'ex assessore Vincenzo Antonini che come Cincinnato s'è ritirato dalla politica attiva"Ho visto cose che voi non immaginate"

In questo mondo politico teramano dove è sotto gli occhi di tutti cambiare casacca, passare da un partito all’altro per cercare un rimborso spese a fine mese, c’è ancora qualcuno che, dopo un passato politico, ha deciso di tornare dietro l’angolo. Con onore e petto gonfio. C’è ancora insomma qualcuno che, pur potendo contare su un bacino di voti, ha preferito tornare dietro la lavagna. Non per punizione, ma probabilmente perché ha compreso che il tempo della politica era giunto al suo naturale capolinea. E non volendo continuare a fare come fanno tutti gli altri: dimettiti tu così arrivo io, tu lascia la presidenza così l’altro prende il tuo posto. Un mezzo Monopoli sul quale prima o poi gli elettori teramani dovranno pure riflettere venendo domani a trovarsi nel chiuso di un seggio elettorale. Perché così proprio non si può andare avanti. Dietro una dimissione c’è lo scontento per non aver ottenuto, per non aver avuto quanto richiesto. Se la politica teramana- ma forse è nazionale questo vezzo- è giunto a questo tipo di mercato tanto basso, non c’è da stare allegri. Ma torniamo al nostro eroe. Vincenzo Antonimi è stato per molti anni un esponente della Dc teramana. Assessore, all’anagrafe che seppe ristrutturare e se oggi l’intero reparto funziona lo si deve proprio ad Antonini. Cavaliere perché ha gettato la spugna? “ Credo che fosse giunto il momento per me di pensare a altro. Probabilmente anche la mia vicenda personale che tutti certamente ricordano anche nell’espressione peggiore,quando trascorsi pochi giorni per fortuna dietro una finestra per così dire priva di tapparella, ma fornita invece di sbarre. Quell’esperienza mi ha segnato nel profondo e alla fine rifletti sulla vita, su quello che accade e su quello che invece non è accaduto. E la riflessione ti porta spesso ad adottare un diverso sistema di vita. E dunque decisi di mollare tutto. Pur sapendo che avrei potuto continuare ad essere votato potendo contare su un bacino di utenti fedeli>. Cambio d vita allora. “Una sterzata- continua Antonini- decisa. Oggi faccio il consulente per gli amici. Nel senso che se qualcuno mi sta simpatico lo aiuto nel compilare i modelli fiscali e quant’altro, s invece chi mi sta di fronte non mi è simpatico, gli dico che non ho tempo. Sono contento di quello che faccio. Sono contento di vivere senza eccessivi acciacchi, sono contento dell’esperienza politica che ho avuto, non rinnego nulla. Ma adesso penso ad altro oramai da alcuni anni”. Oggi la politica è cambiata. “Peggiorata- continua Antonini- ai tempi miei c’erano le correnti, ma sempre all’interno dello stesso partito, oggi vedo che le casacche vengono cambiare con una semplicità che fa impressione. Non provo invece meraviglia per tanti fatti strani che accadono nella vita teramana, appalti, incarichi, consulenze. Ho visto con i miei occhi cose che voi non potete immaginare. Ma sono fatti miei e li conservo nella mia mente. Fatti che sono oggi come acqua di fosso, ma che comunque restano però sotto gli occhi di tutti. Sono contento di essere fuori dal giro. Sono contento d non essere rimasto in pista. Nella mia disavventura ho scoperto gli amici e quelli che invece non vedevano l’ora di pugnalarmi e qualcuno l’ha fatto. Non porto rancore, non ho agende su cui segnare magari in rosso certi cognomi e certi nomi. Anche Cesare si prese una coltellata dal figlio. Ho perdonato tutti. Però continua divertimi tantissimo questo giro di poltrone, queste dimissioni pilotate, questi incarichi, questi valzer. Mi viene da ridere e rido veramente di cuore”.
Anche a noii viene da ridere nell'assistere ai valzer quotidiani. Ma sono risate amare perchè la politica teramana è giunta al suo naturale capolinea. Non so anticipare quanto finirà, ma la strada intrapresa non può portare lontano. Quesso è sicuro. E' sicuro come è certo che nessuna notte sarà tanto lunga da impedire al sole di risorgere.