TERAMO_ "Ma non è che con i cinque minuti di ritardo dell’inizio della gara si risolva il problema. Affrontare il problema del razzismo negli stadi italiani significa ripercorrere la storia del tifo di curva (del tifo ultrà), vero erede della cultura del tifo, e comprendere così le dinamiche che hanno permesso al razzismo ed all’estremismo di diffondersi e le strategie di intervento che possono, attualmente, contribuire ad arginare il fenomeno ". Vincent Taua bomber del Teramo la pensa così. Da tre stagioni alla corte del “diavolo” lui, ex cacciatore di squali in Nuova Caledonia, si è integrato molto bene nella realtà provinciale, tanto che lui stesso lo ribadisce quando dice:" Ho messo famiglia proprio a Teramo, è nato anche Francesco che ho registrato all’anagrafe teramana per dire come sto bene in mezzo a voi. Personalmente debbo anche aggiungere che i cori razzisti non mi sono stati rovesciati addosso sia prima che arrivassi a Teramo che durante la mia permanenza con la casacca biancorossa . Anche quest’anno sui campi del nord non ho sentito fischi o insulti. Ma il problema c’è ed è sotto gli occhi di tutti. Purtroppo il mondo dello sport, anzi quello del tifo sportivo, è l'ambiente "ideale" in cui il razzismo più becero ed idiota trova il suo sfogo. Lo sport dovrebbe unire, è la cosa che più ha la capacità di calamitare interesse e buoni sentimenti. Ha unito nazioni peraltro divise, ricordate il ping-pong con i cinesi, le manifestazioni deve l'amicizia e l'esempio di atleti di nazionalità diverse trova il punto più alto e sincero di amicizia e solidarietà ".
Però purtroppo nel quotidiano nello sport si trovano le forme più violente dell'imbecillità umana. "Io non voglio farvi un trattato psicologico, troppe parole sono state spese da personaggi ben più illustri- ha aggiunto Vincet Taua- però non si possono non evidenziare certe cose. Prendiamo il calcio, lo sport da noi più diffuso. Ogni gara è un pretesto per gli insulti, lo sfogo razzistico contro chi riteniamo inferiore solo perché diverso da noi, ma per me il calcio è un lavoro. Con i soldi guadagnati a Teramo la mia famiglia adesso vive più tranquilla in Nuova Caledonia".
Ma al posto di Zoro quale sarebbe stato il suo comportamento? Avrebbe continuato a giocare oppure avrebbe deciso di andare via? "Me ne sarei andato via- ha risposto Taua- senza pensarci due volte. Non solo ma vorrei aggiungere che se l’episodio dovesse capitarmi non farebbe altro che aumentare la mia voglia di giocare sempre a mille e potrei sempre ritirare fuori la vecchia “casacchina” quella con la scritta “vi ho purgato”. Sono dispiaciuto per quanto gli è successo, non si risolve il problema con lo striscione o facendo ritardare il calcio di avvio della gara in programma. Quale rimedio proporre allora qualcuno potrebbe chiedermi? Occorrerebbe parlare con i tifosi, ma dovrebbe occuparsene la società, perché noi calciatori dobbiamo pensare solo a giocare. Non sono certo che il caso razzismo verrà debellato prestissimo. Adesso tutti si riempiono la bocca dimostrando solidarietà verso noi che non siamo bianchi, ma s’avverte in giro che il fenomeno, definiamolo così, cova sotto la cenere. Il mondo del calcio dal canto suo- ha continuato Taua- non si mette in discussione, poiché crede di essere estraneo a tale realtà, ma questo fenomeno coinvolge fattori sociali, economici, psicologici e culturali. Le squadre hanno il loro peso nell'alterare gli animi dei loro tifosi, con insulti in campo, dichiarazioni a fine partita che contribuiscono ad aizzare i tifosi alla violenza. Fermiamoci tutti quanti ".
Intanto ieri è stata disputata la partitella in famiglia. Prima di parlare di probabile formazione per la gara di domenica con la Pro sesto, resta da verificare la condizione proprio di Taua che ha accusato una leggere contrattura alla gamba destra, Il bomber è avviato verso la completa guarigione e conseguente suoi recupero per domenica, dopo gli ultimi due allenamenti oggi e domattina se ne saprà di più. Se ci dovesse essere la disponibilità di Taua si dovrebbe andare alla conferma della formazione che è stata utilizzare nella vittoriosa di San Marino. Se Taua non dovesse proprio farcele scontato il ritorno dall’inizio di Pasquale Luiso a formare la coppia d’0attacco con Massimo Manca. Come dire che sul fronte offensivo non ci sono problemi nel Teramo alla luce delle valide alternative a disposizione di Marco Cari. Il resto della formazione, come detto, viene confermata in blocco nei reparti e nel modulo tattico con il 4-3-1-2 che offre sempre maggiori garanzie e che, in definitiva, l’ha ha condotta nella zona playoff.

