Teramani attenzione. Leggete di seguito questa ricerca perché è illuminante sui problemi di cuore. Non è una storia di sesso. Si tratta invece e purtroppo dell'infarto. Attenzione quindi, curiamoci e quella benedetta pasticchetta che forse ci salverà la vita cerchiamo di ingoiarla al mattino o appena svegli e la sera prima di andare a dormire. Sperando sempre di risvegliarci il mattino dopo. In Italia ogni anno ci sono circa 200 mila casi di infarto e di questi pazienti la metà muore prima di arrivare in ospedale, per mancanza di soccorsi tempestivi, e molto spesso il decesso avviene in casa. Invece, secondo quanto emerso durante il 66/mo congresso della Società Italiana di Cardiologia in corso a Roma, la mortalità intraospedaliera è passata dal 30% al 10% in dieci anni: quindi, i fortunati che sono soccorsi in tempo si salvano in nove casi su dieci.Se essere vicini ad un ospedale assicura la salvezza in nove casi su dieci, per abbattere la mortalità degli attacchi di cuore, hanno spiegato gli esperti SIC, bisogna intervenire soprattutto sul territorio, intensificando la preparazione dei dottori di medicina generale, disponendo di strumenti salva-vita come i defibrillatori in luoghi strategici come le stazioni, gli aeroporti e anche le aziende, intervenendo sulla prevenzione.Per questo la SIC ha lanciato il 'progetto Cuore 2006', che prevede tra le iniziative l'istruzione ai più piccoli attraverso il sito.educational.rai.it / cuore, corsi di formazione per i medici di famiglia, coordinamento di ricerche scientifiche, installazione dei defibrillatori negli aeroporti (sono già presenti nelle stazioni aeroportuali delle principali capitali europee e sono la norma in quelle Usa).Il progetto Cuore, ha spiegato il presidente SIC Maria Grazia Modena, punta molto all'addestramento del personale medico che é più vicino al cittadino, "per questo nel 2006 ha aggiunto la cardiologa - nei principali capoluoghi italiani i medici di famiglia potranno vivere per 4-5 giorni la nostra quotidianità nelle unità coronariche", una full immersion dal reparto al laboratorio per vedere come sono assistiti i pazienti colpiti da infarto.Ma il progetto punta anche molto alla prevenzione dei fattori di rischio, prevenzione che deve partire dai più piccoli per evitare che diventino adulti obesi e, quindi, destinati a un futuro di malattie cardiovascolari; di qui l'idea, in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca (MIUR) e Rai Educational di allestire un sito internet nel quale i ragazzini si possono lanciare in un semplice viaggio virtuale per vedere cosa succede con un'alimentazione scorretta e quando si passa troppo tempo di fronte allo schermo piuttosto che a giocare con gli amichetti svolgendo attività fisica. Medici di famiglia e cardiologi svolgono un ruolo fondamentale a livello preventivo, ha concluso Modena: I medici di base che hanno il contatto più immediato con il cittadino possono per primi educare le persone ad abbassare i fattori di rischio cardiovascolari, aiutando i pazienti a seguire corretti stili di vita.

