I dati sono da allarme rosso. Un recente studio ha fornito dati pesanti sugli omicidi volontari. La nostra regione è ancora isola felice? E Teramo? 'Nel 2004 sono stati commessi 710 omicidi volontari in Italia. Lo rileva il rapporto 2005 Eures-Ansa su 'L'omicidio volontario in Italia'. Casi in aumento al Sud (+7,9%), in calo al Nord (-10,7%) e al Centro (-6,7%) rispetto al 2003. La Campania e' prima con 179 omicidi. Seguono: Lombardia 90, Calabria 75, Sicilia 65, Puglia 47, Lazio 43, Piemonte 34, Emilia R. 31, Veneto 31, Toscana 29, Sardegna 28, Liguria 13, Friuli VG 12, Abruzzo 6, Marche 6, Umbria 6, Basilicata 5, Val d'Aosta 4, Molise 3, Trentino AA 3. La provincia piu' a rischio e' Napoli, dove nel 2004 si sono consumati 126 omicidi, ovvero oltre uno ogni tre giorni. Seguono Roma (37) e Reggio Calabria (35). Le vittime degli omicidi sono sempre piu' stranieri. Nel 2004 sono stati 145 (il 20,7% delle vittime totali), con un aumento del 28,3% rispetto all' anno precedente.
Un omicidio in famiglia ogni due giorni in Italia: in 7 casi su 10 la vittima è una donna ed in 8 su 10 l' autore è un uomo. Nel 2004 sono stati 187 i delitti maturati in ambito domestico, in calo rispetto al 2003, quando furono 201. Il contesto relazionale nel quale si consumano la maggior parte degli omicidi è quello della coppia (100 delitti, pari al 53,5%). I dati sono contenuti nel rapporto 2005 'L' omicidio volontario in Italia', curato da Eures ed Ansa. AL NORD PRIMATO VITTIME - Il maggior numero di omicidi domestici avviene nel Nord Italia (83, pari al 44,4%) contro i 64 del Sud (34,2%) ed i 40 del Centro (21,4%). La Lombardia si conferma la regione a più alto rischio con 26 vittime (13,9%), seguita da Lazio (19), Toscana (16), Veneto, Campania e Sicilia (15) e Piemonte (14). Ma è Roma la provincia più colpita, con 13 morti, seguita da Milano (11), Torino (8) e Napoli (7). DONNA VITTIMA IN 7 CASI SU 10 - Nel 68,4% dei casi (128 in termini assoluti) le vittime di omicidio in famiglia sono donne, più numerose nelle regioni del Centro (75%), seguite da Sud (68,8%) e Nord (65,1%). L' indice di rischio (vittime per 100 mila abitanti) risulta significativamente più alto tra le donne (0,43 vittime per 100 mila abitanti), in particolare nella fascia 35-54 anni (0,49) a fronte di un dato maschile pari a 0,21. Un più elevato rischio risulta peraltro già presente tra le minori, con 16 vittime di sesso femminile rispetto alle 8 di sesso maschile. PIU' VITTIME TRA OVER 64 - Il numero più alto di vittime si registra tra gli over 64 (39, pari al 20,9%) e nella fascia 35-44 anni (32, pari al 17,1%), cui seguono le fasce 25-34 anni e 45-54 anni (29 vittime, pari al 15,5%) e quella 55-64 anni (19, pari al 10,2%). Le fasce 14-18 anni e 19-24 anni contano entrambe 8 vittime (pari al 4,3%), mentre gli omicidi di figli in età prescolare registrano 13 vittime (6,9%). Nel 69,5% dei casi, vittima e autore risultano conviventi al momento dell' omicidio. CONIUGI O CONVIVENTI PIU' A RISCHIO - Nella maggior parte dei casi la vittima è coniuge o convivente (72 vittime nel 2004, pari al 38,5%, prevalentemente donne); seguono i genitori (33 vittime, pari al 17,6%), i figli (25, pari al 13,4%) e gli ex coniugi/ex partner (20 vittime, pari al 10,7%). Inferiore il numero delle vittime tra partner/amanti (7 casi, pari al 3,7%), così come tra fratelli e con altri familiari (entrambi con 5 vittime pari al 2,7%). DISAGIO FISICO E MENTALE, LITI E PASSIONE LE CAUSE - Accanto al movente di natura passionale ed a quello derivante da liti e dissapori (entrambi con 43 vittime, pari al 23%), tra le altre cause dell' omicidio in famiglia emerge il disagio della vittima o dell' autore: il 12,8% è attribuito a disturbi psichici dell' autore, il 9,6% a futili motivi, l' 8,6% ad un raptus ed il 6,4% ad una situazione di forte disagio della vittima stessa. UOMO ASSASSINO IN 8 CASI SU 10 - Sono soprattutto uomini gli autori di omicidi in famiglia (144, pari all' 80,4%). Le fasce con la più alta concentrazione sono quelle comprese tra i 25 e i 44 anni: tra i 35-44enni gli autori di omicidio arrivano a 37 (pari al 20,7%), superando di un solo caso la fascia 25-34 anni (36, pari al 20,1%).

