lunedì 23 gennaio 2006

Cade la neve e la città si blocca. Storia vecchia. Domani si replica però le scuole restano chiuse.Ma il ministro pensa ad "abbassare" i termosifoni

Due fiocchi di neve e Teramo s'è bloccata. Saltati i collegamenti del trasporto urbano, piazza Garibaldi intasata, una circonvallazione scoppiata, l'altra quella dietro il Comunale tappata da alcuni giorni per lavori che stanno interessando la rete fognaria. Così è stata una mezza giornata di fuoco, come già era accaduto altre volte. Nulla di nuovo insomma sotto la neve. E domani forse si replica. La situazione in Regione:nevica in Abruzzo con conseguenti disagi per chi viaggia e gioia degli studenti che vivono nei Comuni dove sono state chiuse le scuole. Il maltempo non ha risparmiato il litorale ma le aree più colpite sono quelle frentana e dell'alto vastese, in provincia di Chieti, la Valle Peligna, in provincia dell'Aquila, il teramano, Penne e Popoli, in provincia di Pescara. Tutte le scuole di Lanciano sono state chiuse, così come a Schiavi d'Abruzzo, Fraine e Montazzoli, in alto vastese. Le scuole di ogni ordine e grado (ad eccezione degli asili nidi) rimarranno chiuse a Teramo nella giornata di domani.Il Ministro Scajola starebbe preparando un decreto per abbassare temporaneamente le temperature previste per gli impianti di riscaldamento. Questo al fine di contribuire a far fronte all'emergenza gas. Il provvedimento dovrebbe essere pronto entro domani e prevedere una riduzione di 1-2 gradi delle temperature consentite nelle varie zone. Con delle deroghe riguardanti alcune tipologie, quali gli ospedali. La misura rientrerebbe tra gli interventi temporanei di salvaguardia del sistema.