venerdì 20 gennaio 2006

Finisce un mito: addio Gazzetta vecchio formato. Dal 3 febbraio arriva la "nuova" Gazzetta

E' un avvenimento anche per noi teramani. Visto che siamo cresciuti con pane e Gazzetta. Adesso sta per cambiare tutto. Infatti- secondo Dagospia. com “LA ROSEA” SENZA DI ROSA: CARLO VERDELLI NUOVO DIRETTORE DELLA “GAZZETTA”COLAO STRAPPA A “VANITY FAIR” IL DIRETTORE PIÙ GETTONATO DELL’EDITORIACOME REINVENTARE LA “GAZZA” TRASFORMANDOLA IN UN TABLOID SPORT & POP. Sta per concludersi la stagione di Antonio Di Rosa alla Gazzetta dello Sport. Sul trampolino è pronto a tuffarsi nelle pagine rosa del primo quotidiano sportivo italiano Carlo Verdelli. In queste ore si stanno chiudendo contratti e accordi: Di Rosa dovrebbe restare all’interno del Gruppo Rcs. Stamattina, Verdelli ha annunciato il suo addio alla redazione di “Vanity Fair”, il settimanale della Condè Nast che sotto la sua guida è diventato un fenomeno editoriale che ha rubato copie e pubblicità a tutti i periodici perché ha saputo coniugare l’alto e il basso, il colto e il frivolo, la Storia e la scoria, la qualità e la quantità, lo snob e il Blob, Lerner-Mentana e l'insostenibile leggerezza dell'Essere Cafonal. Mescolare le pagine, dunque, è stata la carta vincente dell’ottimo Verdelli. E di certo il format Vanity riciccerà nella Gazzetta, che negli ultimi tempi ha dovuto subire i colpi televisivi di Sky Sport, “Controcampo”, Biscardi di qua Mentana di là. Una overdose di chiacchiere e immagini sport che ha lasciato segni negativi nelle edicole di un paese che si ritrova – unico al mondo, a parte il Sud America – ben quattro quotidiani pallonari. Il compito di Verdelli – già vice direttore del Corriere che ritorna nella famiglia Rcs dopo un pessimo addio – è quello di reinventare la “rosea” trasformandola magari in un tabloid sport & pop. Un progetto che sta molto a cuore a Vittorio Colao che pur di avere Verdelli – il direttore più gettonato del momento - ha lanciato ponti doro. Il passaggio di consegne tra Di Rosa e Verdelli dovrebbe avvenire dopo le Olimpiadi di Torino.