Il presidente della Provincia Ernino D’Agostino incontrerà il console Li Fang, responsabile dell’ufficio immigrazione dell'ambasciata cinese a Roma, nel corso di un incontro pubblico che si terrà lunedì 20 febbraio, alle ore 11, nella sala consiliare. Parteciperanno anche Liu Weijung, presidente dell'Associazione generale di commercio italo-cinese e Maria Rosario Blanco Facal, docente dell'Università John Hopkins di Bologna ed esperta della materia. Con questa iniziativa la Provincia di Teramo e l'Osservatorio provinciale sull'immigrazione vogliono affrontare il tema dell'integrazione della comunità cinese in provincia. Diversamente da altre regioni italiane, l’immigrazione cinese in Abruzzo, ed in particolare nella provincia di Teramo, è un fenomeno abbastanza recente. I primi insediamenti consistenti risalgono agli anni ’90, anche se l’aumento esponenziale si è registrato negli ultimi anni (da 294 cinesi residenti nel 2000 a 843 nel 2002). Attualmente i cinesi provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese e regolarmente presenti in provincia – secondo le ultime rilevazioni – sono 1.202 (640 uomini e 562 donne). Quella cinese è la terza comunità geo-culturale più importante nel territorio teramano, dopo quella albanese e quella balcanica, ma vanta un trend di crescita sostenuto. Il Comune dove è più numerosa la comunità cinese è Alba Adriatica con 218 residenti (117 uomini e 101 donne), seguito da Martinsicuro, con 205 residenti (117 uomini e 88 donne). Singolare è anche il caso di Campli, comune in cui il rapporto tra residenti e cinesi, attorno al 2% circa, è il più alto della provincia.
Le aree di insediamento maggiormente interessate sono dunque le zone costiere, in relazione alle attività occupazionali tradizionalmente legate alla ristorazione, e la Val Vibrata, soprattutto per le nuove attività intraprese nel settore tessile-abbigliamento. Gli immigrati cinesi iscritti presso i Centri per l’Impiego della Provincia di Teramo sono solo 29: ciò attesta un bassissimo tasso di disoccupazione.

