giovedì 23 febbraio 2006

Giallo in Abruzzo attorno al suicidio di Elena Maniero la figlia del boss della mala del Brenta

La figlia di Felice Maniero, il boss della mala del Brenta, si è suicidata oggi a Pescara. La donna, 30 anni, si è gettata da una mansarda di un condominio nel centro della città. La figlia del boss, diventato collaboratore di giustizia, viveva a Pescara sotto copertura. Dai primi rilievi sembra che la giovane si sia uccisa dopo aver assunto sostanze stupefacenti. La polizia scientifica è sul posto per gli accertamenti. Secondo alcune testimonianze, nella serata di ieri, la donna si sarebbe recata in un ristorante del centro storico pescarese con amici. Più tardi si sarebbe allontanata da sola affermando di sentirsi poco bene. Il corpo è stato trovato nel cortile di un condominio signorile, in pigiama. Secondo i primi accertamenti nello stabile abitava, al terzo piano, il fidanzato. Al momento del presunto suicidio in casa non c'era nessuno oltre la giovane. Gli investigatori non hanno trovato messaggi. Elena Maniero era la figlia maggiore del boss. Il rapporto con il padre, in passato, è stato tormentato. Nel 1995, in un'intervista ad alcuni giornali, la ragazza allora diciannovenne, dichiarò: con mio padre non voglio avere più nulla a che fare, non condivido la sua scelta di collaborare con la magistratura". Per questo la ragazza aveva rifiutato il programma di protezione chiesto dal padre per lei e per tre altri membri della famiglia, tra cui l'altro figlio maschio. Elena contestava la scelta del boss: "prima aveva deciso di vivere in un certo modo e nessuno certo glielo aveva imposto - raccontava nell'intervista - per come la vedo io avrebbe dovuto accettare di pagare le conseguenze delle sue azioni precedenti, senza parlare". Nel 1996 si tornò a parlare di Elena perché il padre le aveva comprato una porche cabrio e la direzione distrettuale antimafia aveva richiamato 'faccia d'angelò a tenere un comportamento conforme al suo status di collaboratore di giustizia, evitando uno stile di vita ricco e appariscente. Per la donna, dunque, una vita segnata dalla presenza di un padre ingombrante con cui forse negli ultimi anni il rapporto era migliorato tanto che Elena era andata a vivere nella stessa zona dove il padre, ormai fuori dal programma di protezione dei collaboratori di giustizia, ha avviato un'attività imprenditoriale. Felice Maniero non crede al suicidio della figlia. Chi ha avuto modo di parlargli mentre, da fuori Pescara, si accingeva a tornare in città appresa la notizia della morte della ragazza, riferisce che il boss è profondamente scosso e nega che la figlia possa aver deciso di togliersi la vita. Dopo la scoperta, nel gennaio scorso, di una banda che voleva ucciderlo per punirlo del suo pentimento, il boss della mala del Brenta potrebbe, dunque, pensare ad una vendetta trasversale. Nel frattempo da Padova è partita per Pescara la madre di Elena Maniero, Agostina Rigato, prima moglie di faccia d'angelo da cui il boss è separato da tempo.