E’ stato il brillante protagonista della vita amministrativa di Teramo. E’ stato spesso nella stanza dei bottoni quando c’era la vecchia balena bianca (la Dc tanto per intendersi), ci ha messo del suo nel farsi qualche nemico (ma in politica è sempre molto difficile accontentare tutti), però è stato bravo. Quando ha capito che non esistevano più le condizioni per continuare a fare vita politica, si è ritirato. E non ha cercato più incarichi, sedie e poltrone o poltroncine. Almeno ufficialmente. Perché Mario Ballatori, ascolano ma oramai quasi teramano ha alcuni difetti, ma pure tanti pregi. Sa annusare l’aria e quando si accorse che l’aria che tirava non prometteva più nulla di buono, abbandonò la Dc e andò a rinchiudersi nel suo studio (d’oro) di Ingegnere. "Non c’erano più le condizioni e poi diciamocelo non mi riconoscevo più nei partiti sorti dopo il nostro presunto naufragio. E dire che di offerte ne ho ricevute. Ma passa anche il tempo della politica e quando l’ho fatta io non c’era da scherzare. Nel nostro Comune la visita degli agenti della Digos era se non quotidiana ma costante nel tempo. Si perdeva più tempo a correre dietro le carte bollate che a lavorare. Ma debbo dire che quando era necessario ho dato una mano a chi aveva bisogno e non me ne sono pentito". Oggi Ballatori che fa? Intanto svolge l’impegnativo e “caro” mestiere dell’ingegnere, si è specializzato ancora di più nel settore dela sicurezza per cui se c’è una opera di un certo spessore lui non manca mai. Ha preferito anche dare il suo contributo seguendo lavori anche fuori regione Abruzzo.
Durerà questa amministrazione? "Vedrete che terminerà il mandato- dice Ballatori- perché non conviene a nessuno tornare a casa. Per alcuni sarebbe la fine. Che potrebbero fare? Certamente bisognerà che questi signori prima o poi un progetto lo realizzino. Non grandi opere ma una su cui puntare con decisione pe rdare un segnale al loro mandato. Certamente i legacci burocratici non sono pochi, però un segnale bisognerà pur darlo. Vedrete che arriveranno alla fine, poi quello che accadrà si vedrà. Non mi rivedrete più nell’agone politico vero. Ho visto anch’io cose che voi umani nemmeno potete immaginare. Per cui preferisco seguire quanto accade con distacco, ma con interesse". Ballatori resta alla finestra ma non tornerà in politica, non ha perso il senso della satira. Non per niente si autoelesse presidente del club della forchetta nel corso di una cena che è passata alla storia. Fra i commensali si parlava di politica e Ballatori, ad un certo momento, si alzo dalla sedia e pronunciò alcune frasi che sono rimaste storiche: "Ci accusano di mangiare a noi politici e poiché stiamo mangiando tutti questa sera mi autopropongo presidente del club della forchetta". Seguirono altre cene, ma una promessa fatta a suo tempo non l’ha ancora mantenuta: quella di portare i suoi soci nell’Ascolano dove è nato per una cena. Prima o poi quella promessa forse la manterrà.
Ballatori pare che sia finito dietro la lavagna (volutamente) però continua a sapere tutto (quasi) di quanto accade nella vita politica di Teramo. Nonostante si veda poco in giro, da dove abita è solito attraversare piazza Martiri (attento a non inciampare nella pista del ghiaccio) per raggiungere il suo studio sito nel cuore della Vecchia Teramo, si ferma se ci sono capannelli di amici e poi a lavoro. Stavolta il re è irrimediabilmente nudo.

