BENTORNATO MONDO TERAMO TORNA A FARSI CAPITALE DELLE CAPITALI
E ACCOGLIE LE CINQUE SORELLE DELL’EDIZIONE 2006 BUENOS AIRES - MARRAKECH - MELBOURNE NEW DELHI - PARIGI
Sarà, infatti, come vuole quella che è ormai, a tutti gli effetti, già considerabile una tradizione, il GRANDE GALA MUSICALE di GIOVEDI’ 9 MARZO 2006 AL TEATRO COMUNALE DI TERAMO ad inaugurare ufficialmente l’evento degli eventi, il più incredibile e straordinario gemellaggio culturale mai pensato, che vede una città farsi crocevia dell’universo, riplasmando il proprio tessuto urbano per ospitare cinque metropoli in rappresentanza di altrettanti continenti. E, quest’anno, anche di CINQUE MOMENTI DELL’ANIMA Ad ognuna delle città, infatti, l’organizzazione di Teramo Città Aperta al Mondo ha voluto dare una connotazione “empatico/emotiva”, cercando di cogliere il carattere distintivo di ognuna delle cinque città, delle loro popolazioni e, in fondo, dei cinque continenti, che rappresentano. Così, i cinque quartieri cittadini che, come già l’anno scorso, si ripenseranno per ospitare le delegazioni, si faranno portatori anche di un messaggio diverso, di una fiera manifestazione dell’essere più intimo dei popoli che, tra il 4 e il 10 luglio, saranno a Teramo.Santo Spirito ospiterà PARIGI e la sua CREATIVITA’ San Giorgio BUENOS AIRES e la PASSIONE Santa Maria Bitetto MARRAKECH e L’ORGOGLIO San Leonardo NEW DELHI e la SAGGEZZA E infine, il cuore della città, il quartiere-non quartiere che fa da corona al Duomo, ospiterà MELBOURNE e l’ACCOGLIENZA Ad aprire ufficialmente il viaggio spazio temporale di Teramo Città Aperta al Mondo, sarà, come detto, il grande gala inaugurale del 9 marzo, che vedrà, alle 21, salire sul palcoscenico del Teatro Comunale artisti che si faranno portatori non solo delle bandiere dei loro Paesi, ma anche e soprattutto di quelle sensazioni dell’anima che saranno, poi, il leit motiv di tutta l’edizione 2006 dell’happening culturale teramano. La CREATIVITA’ parigina avrà gli occhi e la voce della trentasettenne Eva Lopez, vera erede della tradizione musicale della “chanson d’amour” che ebbe in Edith Piaf, alla quale lo spettacolo dedicherà certo un passaggio, l’indimenticabile regina. Con la sua Acoustic Band, però, la musicista parigina non si è fermata all’amore, ma ha investigato, sempre sull’onda della creatività, quella canzone d’autore che è, da sempre, uno dei tratti inconfondibili della creatività artistica transalpina. Nella sua esibizione, Eva Lopez, anche in omaggio alla manifestazione ospitante, non risparmierà contaminazioni europee e mondiali, sfiorando autori come Luigi Tenco o Battisti, per arrivare ad autori cileni o asiatici, in omaggio a quel pout pourri di razze e di arti che, da sempre, trova all’ombra della Tour Eiffel un palcoscenico unico. A rappresentare l’America, l’Argentina, Buenos Aires e la PASSIONE , infatti, non poteva non essere il tango, affidato alle atmosfere sapienti del maestro Hugo Aisemberg, che da oltre trent’anni si dedica alla diffusione del verbo: “il tango non è una danza, ma una religione”, diceva Astor Piazzolla, al quale il maestro Aisemberg ha voluto dedicare a Pesaro un Centro di studio e promozione della cultura argentina, presieduto dalla moglie dello stesso Piazzolla. Sulle note di Aisemberg si allacceranno due “tangeiros”: Carolina Gomez e Marcello Ballonzo, professionisti e maestri dell’antica arte della “danza del cuore”, fondatori della rinomata scuola Arte Tango. “Chi ha visto Marrakech ha visto il mondo”, scrisse un viaggiatore inglese di fine ‘800, perché nessuna altra città africana sa essere, allo stesso tempo, imperiale e popolare, figlia del Sahara e crocevia dei commerci, moderna e antica. Marrakech è la porta del mito, “la prima altissima febbre del mal d’Africa”, l’hanno definita, intuendo quale sia il potere di attrazione che esercita sui viaggiatori. Ed è quel potere, l’ORGOGLIO e la fierezza antica dei popoli maghrebini, che il canto di Nour Eddine, fondatore e anima del gruppo Gnawa Ensemble, porterà a Teramo, in uno spettacolo che rievocherà le antiche cerimonie terapeutico/liberatorie di un popolo che, da sempre, ha imparato a convivere con una natura che pretende il rinnovarsi continuo di una professione di appartenenza. Sembrerà di sentire il lento scorre del Gange, mentre la ventenne Nadeswari Joythimayananda accompagnerà flessuosa la musica del maestro Sageer Khan, discendente di una delle più antica famiglie di musicisti indiani, considerato oggi uno dei più eminenti suonatori di sitar, lo strumento tipico indiano, viventi. Del concetto di SAGGEZZA abbinato all’India c’è poco da dire, visto che, da sempre, India e saggezza sono pressoché sinonimi e non esiste al mondo altra popolazione che abbia saputo dare, alla vita, una lettura profonda, spirituale, intima e intensa, quale quella del Paese del “Mahatma” Ghandi. Il Nuovo Continente, quello che ha fatto dell’ACCOGLIENZA la ragione stessa della propria esistenza, creando una propria popolazione con il fondersi di popoli di mille Pasei, sarà rappresentato al gala dal Waratah Quartet, formazione di musica classica cha ha saputo fondere, nel proprio repertorio, i grandi classici e le sonorità tipiche di un Paese nel quale “anche gli alberi hanno una loro voce particolare”, come ebbe modo di scrivere il grande esploratore Edwardson appena sbarcato nel Nuovo Mondo. E non è fuori luogo il richiamo alla natura, visto che il “Waratah” al quale il quartetto di Melbourne si dedica è un fiore particolarissimo, tipicamente australiano, che ancora oggi conserva il nome aborigeno. A fare gli onori di casa, sarà l’H@rmonic World Noiser dell’Istituto Musicale Braga, espressione di una ricerca musicale che spazia anche nella ricerca dell’espressività nell’elettronica, scivolando su ogni genere musicale, e che vede Renzo Ruggieri e Alex Pierotti impegnati nel doppio ruolo di artisti e ricercatori. Entrambi già noti alle platee musicali, anche per le loro collaborazioni con artisti di fama internazionale, i due docenti del massimo istituto musicale teramano avranno il compito di affidare al loro jazz etnico il saluto della città che, per una settimana, si farà capitale del mondo. Come già in occasione della prima edizione, anche questa seconda di “Teramo, città aperta al mondo” avrà un suo percorso preparatorio, che quest’anno gli organizzatori hanno voluto rendere tematico. Nel corso dei mesi che ci accompagneranno fino alla settimana dell’evento, e anche in quelli successivi,infatti, personalità di spicco dei cinque continenti verranno a Teramo, in momenti diversi, per portare un loro contributo di esperienza e di cultura sul tema IDEE PER UN MONDO MIGLIORE e in quell’occasione, i personaggi saranno invitati a tenere incontri pubblici con la cittadinanza e con le istituzioni, fino a costruire, con il mattone di ognuno, il muro granitico di una nuova speranza. Quella che un mondo migliore non sia davvero un’utopia. Quella che anche nel gioco colto di una città che trasforma i propri quartieri in angoli del mondo, esista il seme di un futuro diverso, di una diversa idea del nostro esistere e del nostro esistere nel rapporto con gi altri. Perché il messaggio più profondo di Teramo Aperta al Mondo è proprio questo: il mondo, in realtà, è solo un intreccio di quartieri. Basta girare l’angolo con un sorriso.

