Calcio e passione. Un binomio che ha radici lontane. Gli azzurri sono nella via di mezzo: solitamente, durante i raduni prima di competizioni importanti, viene concessa loro un'ora di libertà da trascorrere con famigliari, amici, mogli e fidanzate. Il giorno dopo una partita è libero. A questo punto sta al giocatore "sfruttare al meglio" il tempo a disposizione.Stanno un pò meglio i greci, che possono festeggiare con mogli e fidanzate solo dopo una vittoria. Stato di semi-libertà per gli spagnoli che di solito possono trascorrere tutto il tempo libero che vogliono con le compagne, tranne la notte. In Francia vige la meritocrazia: libera uscita solo per chi ha giocato, gli altri in campo ad allenarsi. Niente discussioni in Portogallo: mogli da una parte, giocatori dall'altra. Curiosa la situazione dei lettoni: libertà assoluta con un limite, divieto di sesso acrobatico che potrebbe causare inutili infortuni. Insomma, a ciascuno il suo.
Teramo non è territorio diverso. Oggi magari le storie pruriginose si vengono a sapere prima che si verificano, allora e stiamo parlando degli anni 70 bisognava andarle a scovare. Erano anni diversi anche perché i costumi sessuali non erano ridottissimi come oggi. Però ci si divertiva lo stesso e probabilmente con maggiore tranquillità visto che tante problematiche successive allora non esistevano. Insomma per farla breve ci sono stati nella lunga cronistoria calcistica della Teramo calcio grossi protagonisti delle notti d’amore. Protagonisti anche strani per come volevano essere trattai. C’era per esempio un grande centrocampista che viaggiava con la Zagato (auto che allora era davvero per pochi eletti) e che mieteva vittime a raffica. Il luogo dell’appuntamento era il ponticello che si trova ancora oggi subito dopo quelle curve successive al campo di Paino della Lenta, percorrendo la strada verso Campli, sulla sinistra prima del ponticello appunto c’era uno spazio oggi ricoperto dalle coltivazioni nel quale volendo si trovava tranquillità notturna. Il nostro eroe di notte si dava da fare. Il suo hobby fu scoperto quasi per caso. Perché lungo Corso San Giorgio c’era un negozio fornitissimo che per primo cominciò a vendere le collant. Il proprietario, un gran signore di origine toscana, il cavalier Lattanti, fece pubblicità a questo nuovo tipo di indumento per donne ovviamente ed il suo negozio era dunque frequentatissimo. Ma il cavalier non vendeva solo collant, ma anche preziosi tessuti e fazzoletti di lino. Allora non andavano di moda i fazzoletti di carta, per la serie sua e getta. Insomma a far scoprire la storia fu proprio un fazzoletto di lino.
Il nostro calciatore (oggi ha cambiato vita e si è dedicato a cose decisamente diverse dal profano) più volte nel corso della settimana si recava in questo negozio per acquistare fazzoletti di lino. Al cavalier Lattanti non sfuggì il ripetersi dell’acquisto e ben presto il giallo venne scoperto. Dovete sapere che in quegli anni andava di moda una certa pratica orale che un uomo non sempre riesce a farsi fare da una donna, da una compagna, dall’amante. E’ una pratica antica. Comunque i dati recenti affermano- secondo un sondaggio di Cosmopolitan risalente al 1996, che il 94% delle italiane lo fa, percentuale più alta al mondo,al secondo posto le giapponesi (92%). Insomma il nostro calciatore aveva trovato una donna che era specializzata nella fellatio ma non sopportava l’odore successiva all’atto d’amore. Il nostro per sopperire al problema ogni volta che doveva sottoporsi a questa pratica dal piacere intenso, nel momento culminante appoggiava il fazzoletto di lino sul suo “io” e la pratica veniva conclusa regolarmente con piacere di entrambi. Il cavalieri Lattanti a suo modo godeva anche perché ogni settimana vendeva un fazzoletto di lino, vero lino marchiato e per quei tempi era davvero un affare, il calciatore era soddisfatto, la sua compagna di allora anche. Ci sarebbe da raccontare la fine che il calciatore ha fatto. Ma questa è un’altra storia.Ma questa è un’altra storia.

