TERAMO_In un clima surreale e con i tifosi amareggiati, delusi e avviliti, la settimana più nera per il Teramo calcio s’è conclusa con un’altra condanna. Infatti la Commissione Disciplinare ha comminato alla società teramana 300mila euro di ammenda; la commissione ha accolto in parte la richiesta che era stata avanzata dal procuratore Federale che aveva richiesto, oltre all’ammenda, anche altri tre punti di penalizzazione da scontare però nel campionato prossimo. La difesa del Teramo ha portato giuste argomentazioni che hanno, di fatto, permesso la riduzione della pena. Ma resta il rimpianto per l’autogol che il Teramo ha “firmato” dinanzi alla Caf che dichiarando inammissibile il reclamo, ha spianato la strada ai playoff alla Salernitana.
Il secondo deferimento,discusso ieri pomeriggio, riguardava tre capi d’imputazione: la violazione delle norme federali, relative ai rapporti contrattuali con i calciatori e i doveri del club; era scaturito da una vertenza con 8 calciatori (Del Grosso, Favazza, Mancini, Iannuzzi, Sturba, Scarchilli, Panarelli e Schettino) ai quali erano stati corrisposti assegni, per oltre 370euro, extra-contratto ma non onorati dal presidente Malavolta; va ricordato che sulla vicenda era stata registrata pure una sentenza del Tribunale di Teramo che aveva provveduto alla cancellazione del protesto; Malavolta, in qualità di tesserato della Federazione, per cercare di risolvere la questione non avrebbe dovuto “utilizzare” la giustizia ordinaria senza autorizzazione, azione dalla quale aveva preso il via il deferimento per il reato sportivo che fa riferimento alla clausola compromissoria.
Intanto la squadra ha ricevuto il “rompete le righe” tanto che i calciatori torneranno in città a partire da lunedì prossimo ma s’avverte l’aria di smobilitazione per cui non è improbabile che tutti i biancorossi possano essere lasciati liberi alla fine della settimana prossima; prima però Malavolta ha provveduto a pagare le ultime mensilità.
Al di la di tutto però permane lo stato di incertezza per quanto riguarda l’immediato futuro della società biancorossa. Giungono ripetuti e persistenti segnali di stanchezza e propositi di abbandono da parte di Malavolta, abbandono caldeggiato anche dal padre del presidente, segnali comunque già fatti giungere nel corso della stagione che aveva preso il via da un periodo, quello estivo, piuttosto travagliato nel corso del quale i tifosi avevano prima assistito al passaggio di consegne delle azioni della società fra Malavolta e Polverino poi il ritorno delle azioni da Polverino a Malavolta, quindi la palpabile possibilità della fine del calcio teramano, evitata all’ultimo minuto con un versamento di oltre un milione di euro che permise al Teramo di ripartire in C1. Il resto è storia troppo recente ma ci sono, purtroppo, altre pagine da scrivere e si ha motivo di ritenere che non saranno tutte piacevolissime.
Il secondo deferimento,discusso ieri pomeriggio, riguardava tre capi d’imputazione: la violazione delle norme federali, relative ai rapporti contrattuali con i calciatori e i doveri del club; era scaturito da una vertenza con 8 calciatori (Del Grosso, Favazza, Mancini, Iannuzzi, Sturba, Scarchilli, Panarelli e Schettino) ai quali erano stati corrisposti assegni, per oltre 370euro, extra-contratto ma non onorati dal presidente Malavolta; va ricordato che sulla vicenda era stata registrata pure una sentenza del Tribunale di Teramo che aveva provveduto alla cancellazione del protesto; Malavolta, in qualità di tesserato della Federazione, per cercare di risolvere la questione non avrebbe dovuto “utilizzare” la giustizia ordinaria senza autorizzazione, azione dalla quale aveva preso il via il deferimento per il reato sportivo che fa riferimento alla clausola compromissoria.
Intanto la squadra ha ricevuto il “rompete le righe” tanto che i calciatori torneranno in città a partire da lunedì prossimo ma s’avverte l’aria di smobilitazione per cui non è improbabile che tutti i biancorossi possano essere lasciati liberi alla fine della settimana prossima; prima però Malavolta ha provveduto a pagare le ultime mensilità.
Al di la di tutto però permane lo stato di incertezza per quanto riguarda l’immediato futuro della società biancorossa. Giungono ripetuti e persistenti segnali di stanchezza e propositi di abbandono da parte di Malavolta, abbandono caldeggiato anche dal padre del presidente, segnali comunque già fatti giungere nel corso della stagione che aveva preso il via da un periodo, quello estivo, piuttosto travagliato nel corso del quale i tifosi avevano prima assistito al passaggio di consegne delle azioni della società fra Malavolta e Polverino poi il ritorno delle azioni da Polverino a Malavolta, quindi la palpabile possibilità della fine del calcio teramano, evitata all’ultimo minuto con un versamento di oltre un milione di euro che permise al Teramo di ripartire in C1. Il resto è storia troppo recente ma ci sono, purtroppo, altre pagine da scrivere e si ha motivo di ritenere che non saranno tutte piacevolissime.

