venerdì 19 maggio 2006

Rifacciamo la storia della grande beffa. Ma non è finita ancora per il povero Teramo che rischia di nuovo

TERAMO_"Sono letteralmente allibito per quello che ci hanno fatto ". Romano Malavolta, presidente del Teramo, urla la sua rabbia, ma non ha alcuna intenzione di mollare. E rincara la dose:" Intanto credo proprio che gli avvocati della Caf dovranno rivedere la prima sentenza di condanna perché io dal punto di vista amministrativo non ho commesso alcun reato. Quale illecito se quei maledetti euro me li sono prestati e poi rimessi? Non ci sto a questo tiro al piccione. Ma continuerò a difendermi. Non crediate che questa storia finirà così".Adesso però il presidente del Teramo che cosa pensa, quale è il suo stato d’animo a 48 ore dalla sentenza della Caf? "Sono fiducioso- ha risposto Malavolta- perché voglio ancora credere nella giustizia sportiva anche se stano cercando di scippare i playoff ad una città tranquilla per consegnarli ad un’altra. Immaginatevi, per un solo attimo, se, a parti invertite, quello che stanno cercando di fare a me fosse stato fatto in danno della a Salernitana? Invece qui a Teramo passa tutto come se fosse una normale pratica sportiva. Ma io non ci sto e lotterò. Su questo non ci sono dubbi. Perché noi i playoff ce li siamo sudati sul campo e non ce li possono portare via confidando solo su false contestazioni. Ma quale illecito. Se pure la Guardia di Finanza ha controllato i nostri conti come ha fatto per tutte le società di serie C. Sono allibito. Lo voglio urlare per come mi stanno trattando". Oltre al ricorso pendente dinanzi alla Caf che verrà discusso domani pomeriggio, ci sarà poi l’altro deferimento quello che riporterà il Teramo dinanzi alla commissione disciplinare venerdì prossimo, scaturito dalla storia degli assegni ad alcuni ex calciatori che avevano militato nel club di Malavolta nella scorsa stagione. "Per questo secondo deferimento- ha risposto il presidente del Teramo- incorrerò solo in sanzioni amministrative per cui non temo altre mazzate. Certamente il clima di caccia alla streghe di queste ultime settimane non aiuta nel formulazione di giudizi sereni ". Poi il presidente Malavolta riprende fiato e affonda:" Mi hanno fatto passare come il presidente che scappa. Ma chi è scappato? E perché? Sono invece andato a Miami per lavoro, ma perché devo sempre spiegare tutti i cavoli miei ogni qual volta vado via da Teramo? Tutti sanno che non ho soltanto una squadra di calcio ma curo anche altri interessi e dunque per curare certi altri miei affari non è che posso stare sempre a Teramo. Debbo anche andare a valutare situazioni, esaminare altri mercati. Concluse la fasi lavorative a Miami sono tornato, ma ho sempre fatto tutto alla luce del sole. Ma, spiegatemi un particolare: perché devo sempre rendere conto di quello che faccio a tutti?".Il Teramo dunque mostra serenità aspettando la Caf. Ma certe “situazioni” che si sono verificate prima del deferimento pesano come macigni e Malavolta si pone alcuni interrogativi e si chiede. "Perché la Salernitana da alcuni mesi andava ripetendo che avrebbe fatto la corsa sul Teramo anche quando era stata staccata dalla mia squadra di sette/ otto punti? Perché sui siti della Salernitana da mesi si diceva che saremmo stati penalizzati quando io invece non avevo ancora ricevuto alcune contestazione da parte della Procura Federale? E come mai il deferimento l’ho appreso da un quotidiano sportivo quanto la notifica mi è stata recapitata il giorno della pubblicazione della notizia? E ancora mi chiedo e vi chiedo come mai la sentenza è stata, per così dire, anticipata quando sia il mio avvocato che il mio commercialista erano dinanzi alla porta della sala che ospitava la commissione e nessuno quella porta ha aperto? Tanti interrogativi che pesano. Ma non li elenco per fare della dietrologia. Li elenco per cercare di ampliare il giudizio che ognuno dovrà farsi su quanto ci stanno facendo. E’ un quadro piuttosto inquietante dove ogni particolare, se posizionato al posto giusto, rende fin troppo visibile lo scenario generale in cui ci hanno voluto ficcarci per forza. Ma non finirà così. Non può finire così ". Che potrebbe fare ancora Malavolta? "Voglio aspettare la Caf, voglio credere che il mondo del pallone abbia ancora il coraggio di emettere sentenze trasparenti >. E se invece il Teramo dovesse sprofondare all’inferno? Malavolta non ha dubbi:<>
TERAMO_ Contro la Caf e contro la Salernitana. Il destino del Teramo sarà deciso oggi pomeriggio dalla commissione di appello federale. Il Teramo mira all’annullamento della penalizzazione di quattro punti decisa dalla commissione disciplinare perché il club tramano non avrebbe ottemperato a quanto prescritto dall’articolo 1 delle norme, ma non può passare sotto silenzio che invece il Teramo s’era presentato dinanzi alla commissione per doversi discolpare di violazione dell’articolo 7 che regola alcune norme di natura amministrativa. Il Teramo punta a ribaltare i quattro punti cercando di ottenere come punizione una ammenda piuttosto consistente e mira anche a sottolineare che probabilmente in prima istanza c’è stato un vero errore di giudizio. Nello stesso tempo la Salernitana che comunque non può essere ammessa alla discussione ha provveduto- continuando a seguire la pista dei biancorossi- ad inoltrare alla Caf una propria memoria composta da nove pagine, in una delle quali il legale del club salentino afferma che “qualunque tipo di sanzione differente dalla penalizzazione applicata in questo campionato, sarebbe inefficace ed un premio che il Terano non merita”. Non solo ma la Salernitana farà presente alla Commissione di Appello che domani il Teramo dovrà ripresentarsi dinanzi alla commissione disciplinare per rispondere di altre violazioni. Insomma la Salernitana ce la sta mettendo tutta per cercare di andare a disputare i playoff al posto del Teramo.Che sentenza attendersi dalla Caf? Il Teramo spera nell’annullamento della penalizzazione, la Caf potrebbe confermare il primo verdetto, oppure modificarlo magari riducendo la pena e portando i quattro punti a tre: sarebbe davvero una beffa ancora più terribile perché proprio con quel punto mancante la Salernitana avrebbe l’ok forse definitivo per affrontare il Genoa. Perché se pure la Caf dovesse punire il Teramo, sarebbe oltremodo difficile ripresentarsi anche dinanzi al Tar Lazio visto che i playoff già fatti scivolare potrebbero invece essere disputati visto che due gradi di giudizio sono stati già affrontati e per la Lega potrebbe bastare.Siamo dunque al giorno più lungo per il Teramo e l’attesa di nervosa anche in chiave di prospettiva perché nubi minacciose di addensano all’orizzonte del calcio teramano. Visto che resta percorribile la pista che potrebbe portare Malavolta all’abbandono. Insiste il patron Aristide perché il figlio lasci il Teramo, ci sarebbero anche altre pressioni provenienti dall’interno della famiglia Malavolta. Invece il presidente attende. Ed è pronto, dimessosi da ogni carica, a convocare “Striscia la notizia“ per denunciare la grande macchinazione che, a suo dire, sarebbe stata ordita in danno del Teramo che ha interrotto il ritiro di Nereto e che svolge la preparazione al Comunale in un clima pesante e purtroppo anche improntato al più nero pessimismo.
TERAMO_ Un’altra beffa. La Commissione di Appello Federale, con uno scarno comunicato, emesso alle 16.30, ha sbattuto la porta in faccia al reclamo del Teramo definendolo “inammissibile perché sottoscritto da persona non legittimata”. Per cui la Caf nemmeno è entrata nel merito delle argomentazioni proposte dalla difesa del club tramano dopo aver constatato che, in poche parole, il reclamo era stato firmato dall’avvocato Fabrizio Acronzio che aveva avuto a sua volta la procura da Malavolta (inibito per un anno e quindi non autorizzato a firmare), mentre invece l’avrebbe dovuto firmare l’amministratore della società o il legale rappresentante e comunque uno autorizzato dalla società attraverso una delibera emessa dal consiglio di amministrazione trattandosi di una Spa.E’ finita dunque nel modo peggiore con un errore tecnico che il Teramo ha commesso e che dischiude i playoff alla Salernitana perché, stando così le cose, appare piuttosto difficile presentarsi dinanzi al Tar Lazio visto che la Caf non è entrata nel merito della tesi difensiva, ma ha stoppato tutto per vizio di forma. E la beffa lievita di proporzioni perché le argomentazioni, se esaminate, avrebbero potuto, forse, ribaltare la penalizzazione di quattro punti comminata, in prima istanza, dalla Commissione Disciplinare. Invece la punizione (i quattro punti e la squalifica di Malavolta) resta confermata e un’altra pagina ingloriosa passa almeno per ora in archivio. Resta l’amarezza di una bella avventura terminata nel modo più peggiore. Ma l’amarezza del momento lascia spazio alla recriminazione della leggerezza commessa. E resta il sapore della beffa sulla vicenda dei playoff del Teramo che li aveva a lungo inseguiti e conquistati sul campo. Playoff che sfuggono di mano per un firma non “legittimata”. Davvero una storia d’altri tempi. Maledettamente strana ma terribilmente vera in ogni sua piega sportiva. Il pomeriggio aveva avuto inizio dopo le ore 14 con l’arrivo di Malavolta, Acronzio, Fraticelli e Gallo presso la sede della Lega a Roma. Prende il via la discussione e dopo 45 minuti esce dalla sala della Caf il commercialista Fraticelli che dichiara:” Il dibattimento in merito alla questione non s’è tenuto perché sono state sollevate due eccezioni preliminari, la prima di inammissibilità della costituzione della Salernitana per cui la memoria presentata dal club non è stata accettata e la seconda inammissibilità che riguarda il nostro ricorso che presenta un vizio procedurale”. Dopo la sentenza il presidente Malavolta ha dichiarato:"E’ assurdo quanto accaduto. Non è giusto che il Teramo non disputi i playoff per colpa di una firma che non ci ha permesso di difenderci dinanzi alla Caf. Siamo stati deferiti per l’articolo 7 e condannati per l’articolo 1 e qui c’è qualcosa che non quadra. Andremo avanti e presenteremo ricorso al Tar del Lazio. Non si può eccepire su una firma che è stata fatta antecedentemente all’inibizione. In questo marasma che sta vivendo il calcio questa è stata una stupidaggine che ci danneggia notevolmente sia da un punto di vista economico che di immagine. Inoltre non trovo giusto penalizzare una squadra alla fine di un campionato non condendogli l’opportunità di rimediare. Se il Tar ci darà ragione ed i playoff saranno già cominciati non so che cosa potrà accadere".La notizia del ricorso inammissibile ha fatto il giro della città destando comprensibile impressione ed incredulità. Sorpreso il sindaco di Teramo Gianni Chiodi:" Non posso rilasciare dichiarazioni- ha detto- perché prima voglio leggere per bene tutta la documentazione del caso. Una cosa però la possa dire ed è questa è una storia che sia per come ha avuto inizio e sia per come s’è conclusa ha dell’incredibile ".
TERAMO_Da oggi tutti a casa? Il Teramo persi i playoff che cosa farà adesso? Nessuna decisione è stata adottata. Forse oggi se ne saprà di più. I calciatori hanno preferito tenere la bocca chiusa. Lo stesso allenatore Marco Cari ha pronunciato poche battute:" Che dire? E’ una mazzata ulteriore che ci arriva in testa. Non me la sento di dire di più perché forse questo è il giorno del silenzio". Bocche cucite ma c’è anche da attendere oggi l’evolversi del secondo deferimento. Infatti a Malavolta si contestano altri tre capi d’imputazione: la violazione delle norme federali, relative ai rapporti contrattuali con i calciatori e i doveri del club. La vicenda che ha determinato un secondo deferimento di Romano Malavolta, riguarda la vertenza con 8 calciatori che hanno indossato la maglia del Teramo nella passata stagione (Del Grosso, Favazza, Mancini, Iannuzzi, Sturba, Scarchilli, Panarelli e Schettino) per alcuni assegni ( per oltre 370euro) corrisposti extra-contratto ai calciatori e poi non onorati dallo stesso Malavolta il quale a sua volta è stato anche protestato. Gli otto calciatori vogliono andare fino in fondo, nonostante sulla vicenda sia intervenuta anche una sentenza del Tribunale di Teramo che ha provveduto alla cancellazione del protesto. E Malavolta, in qualità di tesserato della Federazione, per cercare di risolvere la questione non avrebbe dovuto “utilizzare” la giustizia ordinaria senza autorizzazione, di il deferimento per il reato sportivo che riguarda la clausola compromissoria.