domenica 26 novembre 2006

Il Teramo torna rivedere le stelle batte il Taranto e si getta alle spalle la crisi

TERAMO_Il digiuno durava dall’8 ottobre. Un digiuno pieno di amarezze, di nervosismi, di rancori. Poi due perle di due giovani biancorossi, Migliaccio e Schettino spianano la strada verso la vittoria ed il Taranto (in serie utile da otto giornate-quattro vittorie e quattro pareggi) va al tappeto senza alcuna recriminazione. Il Teramo torna in paradiso, ritrova punti e vittoria, scaccia le streghe, forse ricomincia un nuovo campionato, probabilmente si lascia alle spalle un periodo sul quale sarebbe meglio stendere una pietosa coperta lunga e, proprio dopo Taranto, cominciare a pensare positivo. Perché la lunga notte è finalmente passata e si gira pagina.
Vittoria ineccepibile. Inseguita, conquistata, difesa e poi cesellata in pieno recupero con un euro gol. Una vittoria che porta la firma di due difensori. Vorrà pure dire qualche cosa facendo riferimento al reparto avanzato, ma in questo momento non bisogna stare a sottilizzare, contava vincere ed il Teramo ha vinto. Che poi siano andati in gol Migliaccio (secondo sigillo stagionale) e poi Schettino è la conferma che nello scacchiere biancorosso tutti hanno la possibilità di segnare aspettando che Myrtaj torni ad essere Myrtaj.
E partiamo allora dalle due azioni che hanno segnato la partita. Ripresa, il cronometro scandisce il quarto minuto: punizione in area del Taranto per fallo si mano di Danucci su angolo di Margarita (il Teramo reclamerà per il rigore e per la mancata espulsione del giocatore ospite già ammonito); sulla palla ancora Margarita, vola Migliaccio che devia in rete la sfera. Tutti corrono ad abbracciare Gabetta ( episodio che conferma quanto la squadra sia attaccata al suo allenatore nonostante spifferi e veleni); quarto minuto di recupero: schettino prende palla e galoppa sulla fascia sinistra, dai 25/30 metri lascia partire un siluro che va ad insaccarsi a fil di palo con Pinna che resta di marmo. Il Teramo torna al successo ed il Taranto non accampa scuse ed incassa la sconfitta.
Gavetta ripresenta fra i pali Paoloni (la scelta risulterà azzeccata), poi conferma in pratica la stessa formazione che era stata vista in campo nelle ultime domeniche. Poche le azioni del primo tempo, ma saranno di più quelle di marca teramana, il Taranto si fa vivo con Deflorio al 20’, Paoloni devia la palla con i piedi, poi Margarita conclude alto, Myrtay su lancio di Favasuli non trova la coordinazione e prima dello scadere favorevole occasione prima con Myrtay, ribatte Pinna,, palla sui piedi di Favasuli salva Cosenza.
Nella ripresa dopo la rete del vantaggio di Migliaccio, al 17’ testa di Myrtaj, Cosenza salva ancora la propria rete, al 19’ Taranto a tre punte con l’ingresso di Pasca, nel Teramo entra Schettino e Gabetta passa la difesa a cinque,, al 28’ Myrtaj a Margarita, ribatte Cammarata; al 36’ diagonale a lato di poco di Amodeo, al 40’ Defloro impegna Paoloni che alza la palla sopra la traversa, al 45’ Defloro lancia Pasca che tira a alto, poi al 49’ il raddoppio teramano. Sipario. Ma il Comunale esplode. Esplode per l’orgoglio ritrovato, per il carattere messo in mostra, per la grinta giusta, per il cuore gettato oltre l’ostacolo. Frasi fatte e pure di circostanza. Ma era ora che il Teramo tornasse a rivedere le stelle dopo tante lunghe notti trascorse nel tunnel della crisi.