martedì 12 dicembre 2006

La vanità di essere visti prevale su tutto pure sull'intelligenza.Come cambiano (in peggio) i nostri assessori comunali vanitosi

La vanità di essere visti prevale su tutto, anche sull'intelligenza. Apparire a tutti i costi per esserci, per esistere, per valere? Una trentenne, quindi senza grandi possibilità di successo nel mondo dello spettacolo, si è mostrata nuda in un metrò, altri personaggi si esibiscono senza doti particolari, neppure quelle naturali della spogliarellista, urlando, starnazzando in televisione. Apparire per esserci e fare qualcosa cha altri non fanno, per vergogna, per pudore, per buon gusto, per intelligenza, sta alla base di tante sciocchezze che riempiono il tempo di individui senza molti scopi nella vita.Sta scritto nella Bibbia: "..vanità delle vanità, tutto è vanità.." Se preferite, possiamo disturbare Budda l'illuminato con un versetto: "Ciò che è forma è vacuità, ciò che è vacuità è forma." Tradotto nella nostra lingua si potrebbe interpretare con l'inutilità, con la perdita di tempo e di energie per fatti, per vane questioni che ci fanno sorridere: a nulla servono, non sono piacevoli alla vista, tranne forse per la spogliarellista che probabilmente era "interessante". Si dice che nel Senato di Bisanzio, assediata dai Turchi, poco prima che cadesse in mano ai suoi nemici, si trattasse, si discutesse del sesso degli angeli, ovvero se gli angioletti fossero maschi oppure femmine. Di che meravigliarsi dunque?
Per cui la sfida continua. Fra Paolo e Mauro. Non sono i felici interpreti di “X Tuscolano”, sono invece due noti assessori. Uno che andrà prossimamente in tv a curare “previsioni del tempo” tanto gli piace apparire per dire di se stesso, l’altro invece punta solo sulla “notte” e su tre eventi sui quali battere la gran cassa aspettando che il sindaco decida di lasciare lo scranno forse per la Regione così lui, Mauro potrà correre per diventare sindaco, strizzando l’occhio anche alla sinistra, posizione partitiva da dove d’altra parte proviene. L’abbiamo scritto anni fa, adesso la cosa prende sostanza tanto che pure i grandi quotidiani con cronaca locale si sono avventurati percorrendo questa ipotesi che prende forma ogni giorno di più. Ma attenzione perché oltre questi due c’è un altro assessore che sta crescendo. Si tratta di Raimondo. Prima prendevano il caffè assieme al bar della Villa, adesso anche il buon Raimondo (spassoso imitatore di Gianni Di Pietro) ha cambiato passo, look e forse anche gli amici. Gonfia il petto dopo l’investitura. Anche lui vuole apparire per la fiera delle vanità. E pensare che prima dell’investitura opponeva resistenza per accettare l’incarico. E così il grande carrozzone prosegue la sua strada. Ormai siamo oltre metà percorso e s’avverte probabilmente l’odore di nuove elezioni per cui bisogna ripresentarsi a colpi di spot. Intanto i usano quelli con il marchietto del Comune (ma li facevano anche ai tempi del buon Angelo con “Spazio comune” e “Spazio provincia”). Per cui non c’è nulla di nuovo. E’ già stato tutto inventato. Pur tuttavia la vanità di essere visti prevale su tutto, anche sull'intelligenza. Apparire a tutti i costi per esserci, per esistere, per valere? Ma che importa. Natale deve renderci tutti più buoni ed aprire il cuore all’amicizia. Dunque Paolo, Mauro e Raimondo avanti, sforate pure lo schermo. Alla fine qualche cosa resterà. Forse.