Comunale a porte chiuse. Se il rischio fosse davvero imminente per noi addetti all’informazione sarebbe un problema. Non tanto perché verrebbe meno l’atmosfera che nemmeno una vecchia romagna etichetta nera potrebbe rasserenare (visto che non si può bere) ma quanto perché l’editto delle porte chiuse impedirebbe alla cara, carissima Sonia di raggiungerci in tribuna. Adesso è scontato che qualcuno porrà l’interrogativo: ma chi è Sonia? La signora Sonia è una gentile amica che ogni qual volta il Teramo gioca al Comunale si premura di rifornirci di tutto quello che rappresenta il massimo della cucina teramana. Così ci ha portato timballo sia rosso che in bianco, supplì di patate, frittelle, calgionetti, scrippelle, dolci al cocco, dolci con la cioccolata, dolci alle mandorle, dolci all’amarena, dolci alla crema. Insomma, diciamolo, spesso siamo venuti al Comunale più per quello che ci avrebbe portato la signora Sonia che per il calcio vero e proprio. Adesso se l’editto verrà confermato, come faremo? Perché per noi in verità due altri problemi che ci angosciano già ci sono e li stiamo cercando di risolvere. E sono questi: la prossima stagione giocheremo allo stadio nuovo: ce la farà la signora Sonia a cucinare e a portarci le calde vivande? Seconda ipotesi: se ci fermassimo direttamente casa sua prima di andare allo stadio non sarebbe una felice idea? Il referendum abbia inizio.

