TERAMO_Flo Myrtaj, l’attaccante del Teramo, è stato interrogato ieri dai componenti l’Ufficio di Procura Antidoping del Coni, al foro Italico. Come si ricorderà nelle analisi di Myrtaj, effettuate al termine della gara con l'Ancona, vennero trovate tracce di corticosteroide. Il giocatore prima del controllo antidoping aveva comunicato a voce che il medico sociale gli aveva somministrato per via endovenosa un antidolorifico per un problema accusato ad una caviglia, antidolorifico a base di cortisone aveva permesso all’attaccante di scendere in campo nelle due sfortunate gare di playout. Alla comunicazione verbale avrebbe dovuto far seguito quella scritta che invece la Teramo calcio non ha mai inviato. Dunque Myrtaj ha raccontato come sono andate le cose, poi è stato ascoltato il dr Nino Bonolis il quale si è assunto ogni responsabilità per quanto accaduto sostenendo la tesi del “puro errore materiale”. La difesa di Myrtaj è stata affidata all’avvocato Grassani del foro di Bologna. Adesso l’ufficio di procura antidoping del Coni passerà i verbali alla commissione antidoping sempre del Coni con la relativa richiesta di deferimento.
L’attaccante albanese ha detto:" Intanto la sentenza non uscirà prima di agosto, ma potrebbe anche slittare. Alla luce di quanto è emerso nel corso degli interrogatori credo che me la caverò con una mini squalifica. E’ evidente che s’è trattato di un errore, nessun caso di doping. Si tratta solo di una mancata comunicazione scritta, quella verbale è agli atti". Ottimista si è detto il medico sociale, mentre l’avvocato Grassani ha ribadito la “venialità” dell’accaduto e l’assoluta volontà del “dolo”.

