lunedì 23 luglio 2007

Graffiti o solo pettegolezzi di bassa lega. Una storia di provincia poco edificante

Da quando esistono i graffiti, esiste il quesito: sono arte o vandalismo? La "scuole di pensiero" si dividono, e se dalla parte di chi li criminalizza è facile annoverare amministrazioni comunali, proprietari di case e negozi che spesso si trovano muri e saracinesche imbrattate da tag (alias, firme), dalla parte dei pro-murales ci sono molti ragazzi. La pratica è maggiormente condannata invece quando si toccano monumenti e beni pubblici (come è successo qualche giorno fa al Duomo). Ed è proprio per la tutela di questi beni che molti comuni italiani si sono mossi per cercare di arginare il fenomeno dell'imbrattamento. In verità esiste un disegno di legge che prevede pene e sanzioni per chi deturpa beni pubblici e privati, ma nel panorama italiano si levano anche voci contro corrente: non mancano i comuni (Teramo fra questi) che hanno aperto le porte ai graffitari, organizzando manifestazioni (alla Gammarana per esempio) e cedendo loro spazi per realizzare i loro disegni, che in alcuni casi non possono non essere considerati opere d'arte vere e proprie.

Non è stata certamente una opera d’arte il graffiti realizzato nella notte e fatto trovare su un muro proprio di una palazzina sita all’inizio di via Savini dinanzi alla Camera di Commercio. Un graffiti dal contenuto pesante con nomi e cognomi di professionisti diffamati volgarmente. Dopo l’ingresso degli uffici, però mani pietose hanno prima ricoperto le frasi con dei fogli di carta verde e poi, a metà mattina, sono intervenuti gli operai che hanno provveduto a cancella quell’atto di valdalismo ricattatorio che ha coinvolto alcune persone. Una storia penosa che però ha fatto svegliare forse dovuta all’eccessiva calura la città che lavora ed opera nella zona di via Savini dove non è mancato chi dai balconi ha ripreso con il proprio telefonino tutte le varie fasi della scoperta, riscoperta e rimozione del graffiti che, purtroppo, ha rovinata la settimana a più di una persona. Ma questa è un’altra storia.