di GUSTAVO BRUNO
TERAMO_Ci ha messo lo zampino. E non poteva essere diversamente. D’altra parte il teramano Claudio Mazzaufo è l’allenatore di Andrew Howe che ha stabilito il nuovo record italiano di salto in lungo con 8.47. Ed il prof Mazzaufo racconta svelando un particolare che probabilmente sta alla base del raggiungimento del record italiano: "Nelle concitate fasi degli ultimi salti, ho quasi svolto il ruolo di suggeritore tecnico. A un certo punto, utilizzando segni convenzionali con le mani, ho indicato ad Andrew che doveva staccare immaginando di avere davanti a sè un gradino da superare. Il che consente di centrare l’angolo d’uscita e cogliere la traiettoria ottimale. Così è stato".
E’ un perfezionista, uno che non lascia nulla al caso. Mazzaufo è il preparatore. E’ meticoloso, è uno che prepara tutto scientificamente, si aggiorna, in maniera scrupolosa, Mazzaufo, che già si occupava del settore giovanile della federazione, ha 47 anni. Ex saltatore in lungo e di triplo di livello nazionale, detiene tuttora il primato abruzzese del salto in lungo con 7,33 metri. E’insegnante di educazione fisica e allenatore nelle società di atletica “Bernardini” e “Teramo”. Ha anche l’incarico della conduzione tecnica del settore salti del Comitato Fidal Abruzzo, e collabora, inoltre, con la Teramo basket in qualità di preparatore atletico. Da sottolineare che Mazzaufo si è caricato sulle spalle un compito di grande responsabilità, in quanto oramai da alcuni anni segue e indirizza la preparazione di Andrew Howe, il ventenne fuoriclasse italo- americano che ha deciso di concentrarsi sul salto in lungo, dopo il tentativo non riuscito di sfondare sui 200 a livello mondiale. E Mazzaufo anchd dopo Osaka continua a preparare la sua “creatura”. C’è il record italiano che è una cifra importante da difendere, ci sono in prospettiva altri obiettivi da centrare:le Olimpiadi prima Pechino e poi Londra. "Percepisco- ha detto Mazzaufo- che Howe è in grado di andare oltre, di poter migliorare ancora, di poter tendere alla perfezione".
E lui con il suo fedele pc dal quale non si separa amai. Il quel disco rigido c’è la storia degli atleti, c’è la storia della preparazione del basket teramano, da quando è approdato in serie A, ci sono le schede, ci sono i risvolti di una attività preparatoria che non conosce soste. In quel disco c’è Mazzaufo, uno che non lascia nulla, proprio nulla, al caso.

