mercoledì 26 settembre 2007

Teramo non va. Se non è crisi davvero poco ci manca

TERAMO_La crisi del Teramo “lievita” e i tifosi cominciano a preoccuparsi seriamente. Non è passata sotto silenzio la scena, in occasione del primo gol del Teramo,che ha avuto come protagonisti tutti i giocatori i quali sono andati di corsa verso il tecnico Leonardo Rossi per sommergerlo di abbracci. Qualcuno ha voluto vedere in quella sceneggiata il sottile messaggio inviato dai biancorossi come se avessero voluto dire che il tecnico è con loro e non si tocca. Perché a questo già siamo: qualcuno mette in discussione Rossi. La classifica (cinque punti in cinque gare) è eloquente, ma Rossi lavora sul materiale umano che la società gli ha messo a disposizione limando all’osso compensi e quant’altro per rientrare nei parametri e non far crescere il passivo che resta sempre una pesante palla al piede del “diavolo”. Che poi l’allenatore si ostini a giocare con un modulo senza pensare di modificarlo è un’altra storia. Poi ci sono le espulsioni ed il nervosismo strisciante (domenica a Prato mancheranno Voria, Borgoni, Cascone e Niscemi, quest’ultimo però per motivi disciplinari). Un nervosismo che non si giustifica tanto che lo stesso allenatore ha detto:" Spero che la società intervenga perché certi episodi sono davvero senza commento". Ma il Teramo paga anche l’assenza forzata di Malavolta che, lontano da Teramo, seguita a fare calcio a telefono dovendo badare, prima di tutto e pure giustamente, a salvaguardare la sua condizione fisica. E con il vuoto presidenziale ecco che la situazione precipita essendo venuti a mancare precisi punti di riferimento. Con una squadra che dimostra chiari limiti e fragilità emotiva che non pososno passare sotto silenzio.
Rossi allunga la coperta da una parte e dall’altra, ma bisogna cercare di correre ai ripari. "Il nostro modulo è quello che più si adatta ai giocatori che ho a disposizione" precisa il tecnico che poi però nel chiuso degli spogliatoi non va oltre perché più degli altri conosce vita e miracoli della sua squadra. "Squadra di giovani che nemmeno possa gravare di più perché rischierei di perdere qualcuno strada facendo". Insomma la crisi del Teramo ha origini lontane, esplose adesso con grande fragore. E’ già tempo di processi? Pare proprio che sia così. Perché la forte, fortissima delusione provata per la retrocessione non è stata ancora somatizzata e si sperava che in C2 le cose avrebbero potuto prendre una piega diversa. Invece si sta rivedendo un film già visto.
E Rossi poi gela tutti quando afferma:" Decidiamoci a cambiare rotta altrimenti saranno guai". Una frase formata da poche battute ma che nasconde parecchi segnali. Insomma l’allenatore sa, probabilmente meglio degli altri, di che male soffre la sua squadra e deve correre ai ripari, al più presto. Perché si sta correndo un rischio grosso che potrebbe portare a stravolgimenti di non poco conto. Quando all’orizzonte c’è la trasferta di Prato a cui seguirà la gara interna con la Reggiana e poi il derby al Fadini. Tre gare che fanno tremare i polsi. Tre gare difficili per un Teramo che, nonostante tre rigori, non è riuscito a vincere una gara contro una squadra (il Gubbio) che non segnava da oltre 400 minuti.