

TERAMO_ Il tempo stringe. La fumata bianca non c’è stata. E per la cessione delle quote della Teramo calcio il tempo non è galantuomo perché, se entro la fine del mese, non verranno onorate altre scadenze, arriveranno altri punti di penalizzazione. Insomma attorno al capezzale del club biancorosso si stanno alternando in tanti, sperando che l’auspicata conclusione dell’affare trovi soluzione. Ci saranno altri incontri, ora tutti guardano al sindaco Gianni Chiodi al quale, bisogna riconoscere una presenza costante attorno al “capezzale” della Teramo calcio dalla scorsa estate. Il sindaco, senza prevaricare alcuni limiti istituzionali, potrebbe fare molto, potrebbe davvero essere decisivo per far pendere la bilancia dalla parte dei Paoloni anche se si è in presenza di “cifre pesanti”.
I Paoloni avrebbero chiesto a Malavolta di coprire la stagione in corso, Malavolta avrebbe risposto proponendo un pagamento dilazionato negli anni, i Paoloni vorrebbero una garanzia consistente, possibilmente “realizzata in mattoni e cemento”. E’ chiaro che adesso è questione delicata in questo momento: occorrerebbe buon senso pure da Malavolta che non ha più voglia di fare calcio. Ma attorno a questa probabile cessione ci sono pure almeno due punti interrogativi che riguardano due personaggi che in qualche modo forse vanno inseriti in questo contesto anche se certezze non ve ne sono. Due “personaggi” i cui nomi noti vanno comunque riportati per completare il quadro sfumato nei particolari ma comunque ben definiti nel corposo paesaggio centrale.
Al Comunale da almeno tre settimana si è rivisto l’ex presidente per una settimana, Polverino. Una casualità oppure no? E poi circola la voce che un altro personaggio di spessore del calcio, Ermanno Pieroni si sarebbe interessato ultimamente alle sorti della Teramo calcio. C’è chi dice di averlo visto in città, c’è chi giura di averlo visto a cena con alcuni operatori calcistici biancorossi. Ma avrebbe fatto da tramite per qualcuno, oppure avrebbe operato rappresentando solo se stesso? Ecco dunque che il quadro del futuro è abbastanza abbozzato. Anche se di ufficiale non c’è nulla. Di certo c’è, per ora, la mancata fumata bianca.

