giovedì 1 settembre 2005

E dopo una ricca colazione/spazio alla cultura/con un post su Medea/donna ed eroina dal fascino/ancora incontaminato

L'AFFASCINANTE MEDEA

di Luigiaurelio Pomante

In quella che è la nostra tradizione letteraria, la figura di Medea è legata a due celebri testi greci: la tragedia di Euripide(431 a.C.) e le Argonautiche di Apollonio Rodio. La vicenda diMedea ruota attorno al suo amore per Giasone, il giovane arrivato nella terra dei Colchi con la nave Argo alla ricerca del vello d’oro. Come anche nei versi del mito di Teseo ed Arianna, anche inMedea, l’eroina , in nome della passione amorosa, svincola ogni legame di appartenenza e contro ogni consuetudine, si unisce ad uno straniero, prima aiutandolo nella sua impresa e poi fuggendo con lui, lontano dalla sua terra. Nel caso della nostra protagonista, come anche in quello di Arianna, l’allontanamento dalla famiglia è segnato dall’uccisione del fratello che viene rappresentato come particolarmente spietato: la donna, infatti,per impedire ai suoi di raggiungerla, fa a pezzi il piccolo fratellino e ne getta le membra in mare, costringendo il vecchio padre a fermarsi per raccoglierle, tralasciando così l’inseguimento. Dopo questa prima fase della storia, fatta di fugae tradimento, la nostra eroina, senza ormai alcuna possibilità di protezione da parte della famiglia, nel suo essere straniera nel mondo, sperimenta suo malgrado le nefaste conseguenze delle sue scelte. Giasone infatti, giunto a Corinto, cede alle lusinghe di Creonte, re della città, e decide di sposarne la figlia. Medeapaga dunque il fio sulla sua pelle per una decisione presa dall’uomo cui si è unita, in un crescendo tragico che ha pochieguali. Mentre nel mito di Arianna però, la giovane affronta il dramma chiudendosi nella più cupa disperazione e solitudine, Medea sa invece ribellarsi alla piega che Giasone vorrebbe imporre alla sua vita e lo fa, nel più crudele dei modi. Dopo aver provocato, grazie alle sue arti magiche, la morte della rivale e del padre di lei, trova in sé la forza sovrumana e mostruosa di uccidere il frutto del suo amore per l’Argonauta: i due innocenti figlioletti.Compiuto l’efferato delitto, la donna fugge sul carro del sole esi rifugia presso il suo nuovo compagno Egeo, lasciando Giasone, solo, nel suo tormento. Questa versione della tragedia euripidea ebbe una grande risonanza in tutta la letteratura antica, fino ad arrivare, immune alla caducità delle cose, fino ai giorni nostri,con innumerevoli e naturali variazioni del tema. Nel seicento la Mèdèe di Pierre Corneille(1635), nell’Ottocento la Medea musicata da Cherubini o la trilogia il Vello D’Oro di Franz Grillparzer,sino ad arrivare all’innovativo film Medea di Pierpaolo Pasolini,datato 1970. Tuttavia una fase importante nello sviluppo di questa tradizione è quella che attraversa l’intero arco della letteratura latina. Ma questa è un’altra storia…