(della Prof.ssa Claudia Robiglio, docente di Geografia all'Università di Macerata ( con la fattiva collaborazione di Luigiaurelio Pomante, laureando in Lettere Moderne, giovane ed apprezzato giornalista).
Le prime notizie circa la viticoltura in Abruzzo affondano le radici nei millenni e si fanno risalire agli Etruschi che insegnarono agli agricoltori abruzzesi metodi e tecniche di coltivazione. Citazioni storiche vengono poi da Ovidio, Marziale, Plinio il Vecchio e Catone che decantarono il vino della valle Peligna o fecero esplicito riferimento ai vitigni locali. In effetti in Abruzzo la natura del terreno (argilloso e sabbioso in bassa collina, più calcareo in vicinanza dei massicci) e le situazioni climatiche delle zone di produzione, con escursioni termiche favorevoli, determinano condizioni ottimali per coltivare la vite.Dopo anni di sforzi per uscire dall'anonimato, la produzione vinicola abruzzese sta avendo ampi riconoscimenti in ambito nazionale ed internazionale, per i continui sforzi evolutivi tesi alla qualità, con premi e segnalazioni. Oltre 20 aziende sono state dichiarate di buon livello e cinque di livello superiore.I vini a Denominazione d'Origine Controllata sono tre: il Montepulciano d'Abruzzo, nelle tipologie rosso e cerasuolo, il Trebbiano d'Abruzzo ed il Controguerra. A questi si aggiungono inoltre nove vini ad Indicazione Geografica Tipica: Terre di Chieti, Colline Teatine, Colline Frentane, Colli del Sangro, Del Vastese o Histonium, Colline Pescaresi, Alto Tirino, Valle Peligna, Colline Aprutine.Del Montepulciano d'Abruzzo, diverso dal vino Nobile di Montepulciano, si hanno citazioni letterarie antiche di due millenni lasciate da Publio Ovidio Nasone e da Catone che ne decantavano le qualità facendo esplicito riferimento all'Abruzzo. Molti secoli più tardi, nel XVIII, lo storico Michele Troia attestò la presenza del vitigno Montepulciano nella Valle Peligna e le più recenti analisi ampelografiche hanno dimostrato in maniera scientifica l'inconfutabile origine abruzzese del vitigno.Il Montepulciano d'Abruzzo viene prodotto nelle quattro province in ambiti collinari non superiori ai 500 metri. Quello dell'area vestina, del versante orientale del Gran Sasso, della zona di Lanciano, della provincia chietina alle falde della Majella, del vastese e di alcune zone del teramano si prestano all'invecchiamento per le particolari condizioni climatiche e per l'acidità del terreno. E' un vino dal colore rosso rubino intenso, con venature violacee che, invecchiando, tendono all'arancione. Odore vinoso, tenue e gradevole. Sapore asciutto, morbido e lievemente tannico.Il Cerasuolo è una variante del Montepulciano d'Abruzzo ottenuto dalla macerazione breve del mosto con le bucce e deve il suo nome al suo colore rosso ciliegia. Odore delicatamente vinoso, fruttato, intenso. Sapore secco, morbido, delicato lievemente mandorlato.Il Trebbiano d'Abruzzo, definito anche Bambino bianco, è prodotto su tutto il territorio regionale ed in particolare nell'area teramana e chietina. Plinio il Vecchio cita il Trebulanum come originario della Campania da dove è stato importato. Le tradizioni letterarie riferite all'epoca romana legano il vino bianco prodotto in Abruzzo alle milizie che ne erano grandi estimatrici, mentre i generali lo utilizzavano per fare impacchi medicamentosi ai propri cavalli. E' ottenuto dalla saggia miscela di Passerina, Malvasia e Cococciola, uva originaria d'Abruzzo ed è citato tra i dieci migliori trebbiani del mondo. Di colore giallo paglierino, odore gradevole delicatamente profumato, sapore asciutto, vellutato e armonico, si esprime al meglio se bevuto freddo.La denominazione di origine controllata Controguerra, riconosciuta nel 1996, comprende vini di diverse tipologie e riguarda una zona molto circoscritta che comprende cinque Comuni del teramano: Controguerra Torano Nuovo , Colonnella Ancarano e Corropoli. Il Controguerra Rosso, di colore rosso rubino intenso, sapore asciutto leggermente tannico, è dato dalla miscelazione delle uve di Montepulciano (60%), Cabernet Sauvignon e/o Merlot (15%) più altri vitigni a bacca rossa non aromatici. Il Controguerra Bianco, di colore giallo paglierino, odore fruttato e sapore secco con retrogusto leggermente amarognolo, è dato dal Trebbiano d'Abruzzo o Toscano (60%) unito a Passerina (15%) ed altri vitigni a bacca bianca non aromatici.Tra i liquori prodotti in regione ciascuno vive della propria originalità. L'Aurum di Pescara deve il suo nome a D'Annunzio che lo inventò in considerazione della presenza dell'arancio (aurantium in latino) nella ricetta e per la raffinatezza del liquore. Altro alcolico molto aromatico è l'Anicina di Lanciano, mentre dalle erbe della Majella si ricavano due superalcolici a forte gradazione: la Centerba di Tocco da Casauria a 72 gradi ed il cui nome deriva dalle "centum herbora" raccolte in montagna ed il Corfinio di Chieti , il cui nome è legato al luogo di nascita del creatore. Questo liquore, con una gradazione alcolica di 39 gradi, ha come base 42 erbe della Majella ed è imbottigliato in un’ anfora disegnata da Francesco Paolo Michetti. La produzione del Corfinio, che iniziò nel 1858, venne sospesa nel 1984 ed ora è di nuovo attiva per la gioia degli estimatori.

