Le Sirene sono un'altra personificazione dei pericoli, demoni marini, metà donne e metà uccelli; sono menzionate per la prima volta nell’Odissea, il fascino della loro musica esse attiravano i marinai che passavano nelle vicinanze; le navi si avvicinavano allora pericolosamente alla costa rocciosa e si fracassavano; e le Sirene divoravano gli imprudenti. Sirene marine e sirene nel mondo del calcio. Il canto ammalia e poi provoca sconquassi. Per questo Marco Cari allenatore navigato del Teramo non tanto per la carriera appena agli inizi, quanto per i capelli bianchi, sa che le Sirene del calcio mercato possono distruggere lo spogliatoio. E così Cari fa come Ulisse, il quale proprio per evitare di finire male per colpa delle Sirene, ordinò ai suoi uomini di tapparsi le orecchie con la cera; lui stesso si fece legare a un albero della nave, vietando ai compagni di slegarlo, qualunque supplica avesse loro rivolto. La storia racconta che le Sirene, indispettite dal proprio insuccesso, si buttarono in mare e affogarono. Cari ha chiesto ai suoi di non leggere i giornali fino a fine gennaio (quando avrà fine il calcio mercato. Intanto c’è la Salernitana, altra Sirena che vuole incantare il “diavolo” che vola in alto, lassù dove osano le aquile e dove si respira aria di playoff. E quell’aria che Cari vuole continuare ad annusare. E con lui tutta la banda biancorossa.

