lunedì 30 gennaio 2006

Cari."Non sono solo un allenatore fortunato".

TERAMO_La vendetta di Marco Cari. Nel girone di andata proprio dopo la gara di Lumezzane sotto la sua panchina si avvertì puzza di bruciato. Ma subito Malavolta intervenne e chiuse ogni tipo di discorso a posteriori affermando:" Non rischia, ma la strada non è quella giusta ". Poi, messi a regime i meccanismi la squadra ha cominciato ad andare per arrivare dove poggi si trova: in piena zona playoff. "Ricordo molto bene quelle giornate- ha detto Cari- ed avvertivo che c’era scetticismo che si poteva taglia con il coltello. Ma dovevamo ancora conoscerci, squadra rinnovata, giovani che si affacciavano per la prima volta in C1, insomma era un coctail che, per essere gradevole, aveva bisogno di essere miscelato a dovere. Oggi siamo tutti felici perché intanto abbiamo la salvezza dietro l’angolo e poi una volta conquistata la quota che ci permetterà di restare in C1 vedremo che cosa bisognerà fare ".
Anche ieri qualcuno ha affermato in tribuna che lei è un allenatore fortunato. Getta in mischia Margarita e dal piede di giovane parte la punizione volante sulla quale poi Ferri s’è avventato firmando la rete della vittoria. Cari: "Sento dire della fortuna da alcuni mesi. Intanto per qualunque cosa si faccia c’è sempre bisogno dell’assistenza dalla cosiddetta dea bendata, ma non credo che io sia fortunato, veramente se lo fossi firmerei per conservare questa aureola fino alla fine del campionato. Ma chiedo: è possibile che sia solo merito della fortuna il campionato del Teramo? E’ possibile che ogni eventuale sostituzione di giocatore sia influenzato solo dalla fortuna? La verità è un’altra ed è sotto gli occhi di tutti. Il Teramo ha allestito una squadra che intanto cerca di giocare a pallone, ha giocatori intercambiabili, gente seria, ragazzi che sanno di poter aspettarsi tanto da un campionato disputato ad un certo livello, giocatori esperti che hanno messo la loro esperienza al servizio di tutti. E’ naturale che poi si vada bene. La fortuna se c’è comunque ce la siamo andati a cercare. E poi se per esempio su rilancio del nostro portiere Mancini l’attaccante di turno va in gol non è fortuna, è uno schema che abbiamo provato a riprovato nel corso degli allenamenti: voglio dire oggi il calcio è ancora inventiva e chi riesce a trovare la strada giusta da percorrere deve percorrerla fino in fondo">.
Discorso playoff. Che ne pensa? "Siamo in ballo-ha detto Cari- e sarebbe pazzesco non continuare a ballare. Il girone di ritorno non sarà una passeggiata. Ci sarà da soffrire e noi siamo pronti. Ogni gara sarà come una finale. E’ scontato aggiungere che quando affrontiamo una squadra che vuole giocare noi ci troviamo a nostro agio, quando invece abbiamo contro un muro, bisogna cercare vie alternative. Contro il Lumezzane ha segnato Ferri, un difensore. Insomma voglio ribadire un concetto: per il gioco che pratichiamo siamo in grado di mandare in gol tutti. Non sempre ci si riesce, altrimenti saremmo tutti diventati dei fenomeni". Fenomeni da playoff: questo al momento la classifica conferma con la bontà dei suoi numeri.