TERAMO_"Malavolta ha investito moltissimo nel calcio. Meriterebbe che la città glielo riconoscesse almeno". Gianni Chiodi il sindaco di Teramo ha incontrato a colazione Malavolta. "Ma quello che ci siamo detti deve restare fra lui e me- ha detto il sindaco- perché è stato comunque un incontro fra due persone che si rispettano e che occupano posizioni diverse ma comunque convergenti verso la comunità teramana che rappresenta da sempre il punto di arrivo sia per un sindaco che per un presidente di una società di calcio". Una colazione a due in ogni caso rappresenta anche uno sblocco di una situazione che pareva ai più essere diventata di ghiaccio almeno nei rapporti istituzionali. Tanto che lo stesso Chiodi da qualche tempo non assisteva più alle partite casalinghe del Teramo, forse anche a causa di troppi impegni di natura politica.
"E’ difficile coniugare l’amministrazione di una città nel suo quotidiano con il calcio, quando il calcio resta un fenomeno globale che va vissuto visceralmente - ha detto Chiodi- e devo dire che aver ritrovato Malavolta a colazione mi ha fatto piacere. Non direi che è stato rotto il ghiaccio perché non c’era una situazione di freddezza fra di noi. L’incontro a due probabilmente è servito a farci conoscere meglio, a scoprire pregi e difetti e dell’uno e dell’altro. Una colazione fruttuosa". Forse andava organizzata prima?
Al di la della circostanza scherzosa non ancora chiarita circa chi abbia pagato il conto, sindaco che dire del calcio a Teramo? "Risente della crisi nazionale. Ma c’è da fare un distinguo anche netto. Infatti non va dimenticato che da circa dieci anni abbiamo Malavolta che ha investito tanto nel pallone e spesso ha avuto i suoi risultati importanti. Come non ricordare la promozione dalla C2, come non ricordare le quattro volte che la squadra ha centrato i playoff. Credo che il bilancio sia stato positivo". Poi però c’è stata la storia della stagione appena conclusa, una storia amara e forse non ancora del tutto chiarita. "E’ una ferita che brucia ancora- ha continuato il sindaco- e non c’è da meravigliarsi. Se poi però quanto è accaduto al Teramo lo inquadriamo a quanto la cronaca è stata costretta a registrare nel mondo del pallone nazionale, allora certe sfumature emergono anche nella loro gravità di natura sportiva ed extra sportiva".
Oggi pomeriggio sarete protagonisti di un faccia a faccia a Teleponte. "Approfitterò dell’occasione per ribadire un concetto sul quale non smetterò mai di tornare: la città deve riconoscere almeno a Malavolta l’aver speso tanto per il calcio. Deve essergli più vicino, deve essergli riconoscente di aver fatto calcio per dieci stagioni e pure ad un certo livello. La città deve sapere che anche la realizzazione dello stadio procede e quindi fra un nano circa l’impianto sarà pronto e messo a disposizione della squadra. Sarebbe davvero bellissimo poterlo inaugurare con il Teramo in rampa di lancio per un successo importante e con Malavolta ancora presidente. E’ un passionale, un presidente che vive il calcio come episodio travolgente. Gli riconosco questa dose di entusiasmo, gli riconosco la ferrea volontà di continuare a fare calcio, gli riconosco di aver tirato fuori diversi miliardi e velo dice uno che in passato è stato anche vicino al Teramo e consoce nei particolari quanto costa gestire una società. Malavolta lo ha fatto da solo. Come sindaco devo stringergli la mano, devo essergli vicino, devo, per certi versi, rappresentare la chiave ideale per tornare a fare breccia nel cuore di tutti i tifosi. Perché anche il calcio è patrimonio della nostra città ed uno come Malavolta dovremmo davvero cercare di tenercelo stretto".
Sul fronte allenatore bocce ferme, mercoledì si decide per le comproprietà di Ola e Paoloni (rispettivamente con Cesena e Terzana), mercoledì prima udienza al Coni per l’arbitrato, sul fronte giocatori Dei vorrebbe andare a Ravenna, Movilli invece al Pisa.
"E’ difficile coniugare l’amministrazione di una città nel suo quotidiano con il calcio, quando il calcio resta un fenomeno globale che va vissuto visceralmente - ha detto Chiodi- e devo dire che aver ritrovato Malavolta a colazione mi ha fatto piacere. Non direi che è stato rotto il ghiaccio perché non c’era una situazione di freddezza fra di noi. L’incontro a due probabilmente è servito a farci conoscere meglio, a scoprire pregi e difetti e dell’uno e dell’altro. Una colazione fruttuosa". Forse andava organizzata prima?
Al di la della circostanza scherzosa non ancora chiarita circa chi abbia pagato il conto, sindaco che dire del calcio a Teramo? "Risente della crisi nazionale. Ma c’è da fare un distinguo anche netto. Infatti non va dimenticato che da circa dieci anni abbiamo Malavolta che ha investito tanto nel pallone e spesso ha avuto i suoi risultati importanti. Come non ricordare la promozione dalla C2, come non ricordare le quattro volte che la squadra ha centrato i playoff. Credo che il bilancio sia stato positivo". Poi però c’è stata la storia della stagione appena conclusa, una storia amara e forse non ancora del tutto chiarita. "E’ una ferita che brucia ancora- ha continuato il sindaco- e non c’è da meravigliarsi. Se poi però quanto è accaduto al Teramo lo inquadriamo a quanto la cronaca è stata costretta a registrare nel mondo del pallone nazionale, allora certe sfumature emergono anche nella loro gravità di natura sportiva ed extra sportiva".
Oggi pomeriggio sarete protagonisti di un faccia a faccia a Teleponte. "Approfitterò dell’occasione per ribadire un concetto sul quale non smetterò mai di tornare: la città deve riconoscere almeno a Malavolta l’aver speso tanto per il calcio. Deve essergli più vicino, deve essergli riconoscente di aver fatto calcio per dieci stagioni e pure ad un certo livello. La città deve sapere che anche la realizzazione dello stadio procede e quindi fra un nano circa l’impianto sarà pronto e messo a disposizione della squadra. Sarebbe davvero bellissimo poterlo inaugurare con il Teramo in rampa di lancio per un successo importante e con Malavolta ancora presidente. E’ un passionale, un presidente che vive il calcio come episodio travolgente. Gli riconosco questa dose di entusiasmo, gli riconosco la ferrea volontà di continuare a fare calcio, gli riconosco di aver tirato fuori diversi miliardi e velo dice uno che in passato è stato anche vicino al Teramo e consoce nei particolari quanto costa gestire una società. Malavolta lo ha fatto da solo. Come sindaco devo stringergli la mano, devo essergli vicino, devo, per certi versi, rappresentare la chiave ideale per tornare a fare breccia nel cuore di tutti i tifosi. Perché anche il calcio è patrimonio della nostra città ed uno come Malavolta dovremmo davvero cercare di tenercelo stretto".
Sul fronte allenatore bocce ferme, mercoledì si decide per le comproprietà di Ola e Paoloni (rispettivamente con Cesena e Terzana), mercoledì prima udienza al Coni per l’arbitrato, sul fronte giocatori Dei vorrebbe andare a Ravenna, Movilli invece al Pisa.

