lunedì 23 ottobre 2006

Un mistero buffo o un mistero Rabbuffo? Sfogliamo la margherita aspettando il nuovo piano traffico

Mistero buffo e mistero Rabbuffo?
Mistero buffo. Presentato per la prima volta nel 1969, è di fatto un monologo. Ebbe molto successo e fu replicato migliaia di volte, perfino negli stadi. È recitato in una lingua reinventata, una miscela di molti linguaggi fortemente
onomatopeica detta grammelot. Mistero buffo fu un'opera seminale che influenzò molti autori e attori: può essere considerato la nascita del teatro di narrazione ossia un tipo di spettacolo dove non ci sono personaggi ma qualcosa di molto simile e derivato dai cantastorie popolari. Sicura l'influenza su Marco Paolini, Laura Curino, Ascanio Celestini, Davide Enia e Andrea Cosentino.
Questo inciso s’addice in pratica il mistero buffo potrebbe essere adattato al nuovo piano traffico che l’assessore Rabbuffo sta elaborando. Come si svilupperà lo sa solo lui. Di certo si sa ad oggi che l’azienda Staur, tanto cara al presidente Agostino Ballone (che s’allarga turisticamente sempre di più ormai è già il ras della Russia), in pratica quella società che gestisce il trasporto urbano ha ordinato un tir di specchietti perché i responsabili tecnici aziendali hanno messo in preventivo una ecatombe di specchietti ogni volta che i bus si incroceranno lungo circonvallazione Ragusa, dove i bus potranno scendere (come adesso) ma anche salire (novità del paino buffo). Mistero buffo perché nessuno conosce gli altrui particolari. Mistero buffo di Rabbuffo che si tiene tutto chiuso nel cassetto aspettando l’illuminazione che è molto prossima alla scoperta dell’uovo di Colombo. Nessuno ne sa niente, forse nemmeno l’assessore ha le idee precise. Perché oltre alla rivoluzione del traffico urbano (cavallo di battaglia della giunta Chiodi) si sta per varare anche l’operazione varchi cittadini. In pratica in centro non si potrà più accedere se non muniti di passo oppure di abbonamento. Ma anche in questo caso nessuno sa di più di preciso. Sa tutto l’assessore. Speriamo che questa ennesima trovata di Rabbuffo non faccia la fine della discarica. Ricordate? Invitò tutta la stampa teramana lassù e pronunciò le famose parole:” Non sarà un paradiso ma non è nemmeno un inferno”. Dopo 48 ore la discarica franò procurando un danno ambientale di non poco conto.
E allora sia all’assessorato al traffico che i più stretti collaboratori di Rabbuffo toccano ferro. Perché l’utenza teramana si aspetta due modi di agire: o blindatura del centro storico tipo rastrellamento dei tedeschi, oppure soluzione alla teramana: consiste nella concessione di permessi a pioggia che renderanno vano ogni nuova iniziativa mirante a salvaguardare quel pezzo di centro storico assalito dalle auto e dai furgoni. Aspettando il mistero Rabbuffo l’automobilista sfoglia la margherita (non inteso come gruppo politico) e resta alla finestra. Se poco poco il nuovo piano Rabbuffo dovesse fallire, c’è chi giura che l’assessore di An seguirà la stessa sorte di Di Paolo: dimissionato. E se si verificasse tale ipotesi sarebbe un altro problema che il camerata Morra dovrebbe risolvere visto che già l’investitura Rabbuffo gli ha procurato più di un prurito in un partito dalle mille anime nonostante il “commissario”. D’altra parte il rischio principale è quello di trattare il prurito senza indagare a fondo le cause che lo provocano. Altri rischi sono ovviamente legati alla infezione delle lesioni da grattamento con alterazioni permanenti dell’aspetto della pelle. E per quanto attiene le alterazioni siamo vaccinati per cui crediamo di sopravvivere anche al mistero buffo o al mistero Rabbuffo. D’altra parte tutto il mondo è paese ma Teramo è ancora troppo paese. E Rabbuffo ci sta mettendo del suo.