TERAMO – TREVISO 92 – 76
TERAMO – Alla fine è Teramo a spuntarla 92 a 76 in una sfida cruciale tra due formazioni che avevano assolutamente bisogno di vincere per chiudere al meglio il girone d’andata e l’anno solare. Teramo veniva da quattro sconfitte consecutive contro Pesaro, Siena, Bologna e Montegranaro e voleva, ad ogni costo, aggiungere due punti al proprio gabellino; di contro Treviso scendeva in Abruzzo forte della bella e convincente vittoria contro Biella, gara nella quale i segnali positivi erano stati superiori ai mille difetti strutturali palesati da inizio stagione. Alla fine a spuntarla è una Siviglia Teramo cinica e spietata, capace di capitalizzare al meglio le mille incertezze e la paure di una Benetton a tratti irritante, capace di perdere la bussola già a metà partita. A partire meglio sono però i veneti che, grazie alla grinta di capitan Soragna, scavano subito un parziale di più 7. I biancorossi ci mettono però solo qualche minuto prima di rialzare la testa e ristabilire la parità, forti di un Clay Tucker (23 punti) e di uno Tskitishvili in vena di triple. Il primo quarto scivola via con gli attacchi in difficoltà e le difese a farla da padrone, complice scelte offensive tutt’altro che limpide. Il secondo quarto si apre invece con una Siviglia più arrembante che, guidata da un positivo Carra scava il primo vantaggio, che pian piano, grazie alla buona gestione dei possessi, arriverà a fine tempo a più 11, 44 a 33. Molto male la difesa a zona di Mahmuti che fa acqua da tutte le parti favorendo le penetrazioni avversarie. La seconda frazione prosegue sulla falsa riga del primo tempo: Teramo a martellare l’area trevigiana, ed i biancoverdi incapaci di scendere sotto la doppia cifra di svantaggio. Ottimo l’apporto di tutti i biancorossi capaci di mettere in crisi Treviso con continui cambi di gioco ed una micidiale alternanza di palle dentro e sul perimetro, che permettono a Lulli e compagni di ammazzare il morale degli avversari. Qualche decisione arbitrale quantomeno dubbia mette un po’ di “pepe” sul finire del terzo quarto, ma è solo benzina che accende i motori della Siviglia Teramo che non si fa intimidire e, azni, dimostra sangue freddo portando a casa un terzo quarto decisamente sopra le righe. Gli ultimi dieci minuti sono una apoteosi, con i tifosi della Benetton che invitano i propri atleti ad andare “a lavorare”. Micidiale l’attacco biancorosso che, invece di controllare il punteggio, decide di infierire sulla povera difesa biancoverde che durante tutta la serata è stata messa a dura prova da Poeta e soci. La partita finisce con i padroni di casa che centrano un importante successo e festeggiano al meglio un anno certamente positivo. Bene un po’ tutti, con Tucker, Skita e Poeta a menare le danze, ma la nota forse più lieta è la prova, di nuovo convincente, di Roger Powell (21 punti) che pian piano sta provando a tornare quel giocatore decisivo che aveva allietato i parquet degli States. Per Treviso invece la gara di Teramo è lo specchio fedele di un 2007 decisamente nero e che si chiude come peggio non si poteva. Difficile salvare qualcuno: Gaines evanescente, Mensah-Bonsu e Austin lontanissimi parenti dei due dominatori d’area attesi in estate, ma forse il più irritante è Chalmers, incapace, malgrado i 22 punti segnati, di gestire la squadra coinvolgendo i compagni. Per Mahmuti sarà un 2008 di duro lavoro, mentre per la società bisognerà prendere qualche scelta importante.
Teramo: Brown 13 (3-4 2-3), Tucker 23 (2-5 5-8), Poeta 10 (2-3), Yango 4 (2-4), Powell 21 (4-7 2-5), Lulli 0 (0-1 0-1), Carra 3(0-2 1-3), Tskitishvili 13 (3-4 2-6); Migliori 5 (1-2 1-1), ne Valentino, Marzoli, Iannilli. All: Bianchi.
Treviso: Austin 15 (5-9 1-3), Maresca 6 (2-2 0-3), Atsur 4 (1-2), Soragna 2 (1-3 0-3), Chalmers 22 (0-1 6-12), Mordente 0, Mensah-Bonsu 11 (3-4), Gigli 2 (1-2 0-3), Gaines 14 (2-4 1-5); ne Fantoni, De La Fuente, Renzi. All: Mahmuti
NOTE: parziali 18-15, 44-33, 67-56, 92-76; da 2: T 17-30 Tr 14-25; liberi T 19-23, Tr 21-32; da 3: T 13-27, Tr 9-31; Rimbalzi T 37, offensivi 11 (Powell 7), Tr 26, offensivi 9 (Mensah-Bonsu 10); Perse T 16, Tr 11; Recuperate T 12, Tr 16; Assist: 17 (Poeta 5), Tr 7 (Soragna 3). Spettatori 3000.
INTERVISTE: Raggiante coach Massimo Bianchi che stoppa una crisi che era dietro l’angolo dopo che il suo quintetto si è aggiudicato lo “spareggio” con la Benetton Treviso.
Musi lunghi invece nel clan ospite dove coach Oktay Mahmuti fotografa così l’esito della battuta d’arresto imprevedibile, dopo le note liete contro Biella. “Sapevamo che avremmo incontrato una squadra rabbiosa, sapevamo che il pubblico avrebbe fatto da propellente per il quintetto abruzzese che cerca proprio in casa i punti salvezza. Speravo però che la mia squadra riuscisse a giocare concentrata, lasciando poche penetrazioni ai due cecchini biancorossi e mi auguravo altresì di poter prendere atto di miglioramenti dopo l’impesa di giovedì.
Invece il campo ha emesso il suo verdetto sul quale non cè molto da dire. Ripartiamo da questo brutto incontro sperando d riuscire a regalare, già dalla prossima gara, uno spettacolo migliore ai nostri tifosi, ai quali vanno le mie sentite scuse”. In effetti i 30 coraggiosi che hanno seguito la squadra in Abruzzo hanno contestato sonoramente la squadra intonando cori contro tutti, ma soprattutto contro il capitano Soragna.
Grande attesa per l’ex Mordente che invece è stato utilizzato solo per 4 minuti, ma il uso ingresso in campo è stato applaudito, mentre il georgiano Skita ha offerto finalmente una prova convincente dopo un dicembre nero che gli aveva tirato contro le critiche di tifosi e stampa.
In effetti la delusione è stata grande per la Benetton che probabilmente aveva invece pensato che proprio dall’Abruzzo avrebbe potuto dare una svolta al proprio campionato. Così non è stato, musi lunghi e tanta rabbia fuori dallo spogliatoio, con la recriminazione che era palese in vista del lungo viaggio che gli avrebbe dovuti riportare in Veneto.
Bianchi invece si aggiudica lo spareggio e tira un grosso sospiro di sollievo e spera di poter sfruttare anche la prossima gara casalinga prevista per sabato prossimo alle ore 21 per avvicinarsi sempre di più a quella salvezza che è il reale obiettivo della Siviglia Wear e che rappresenta quasi la vittoria di uno scudetto per i biancorossi.
TERAMO – Alla fine è Teramo a spuntarla 92 a 76 in una sfida cruciale tra due formazioni che avevano assolutamente bisogno di vincere per chiudere al meglio il girone d’andata e l’anno solare. Teramo veniva da quattro sconfitte consecutive contro Pesaro, Siena, Bologna e Montegranaro e voleva, ad ogni costo, aggiungere due punti al proprio gabellino; di contro Treviso scendeva in Abruzzo forte della bella e convincente vittoria contro Biella, gara nella quale i segnali positivi erano stati superiori ai mille difetti strutturali palesati da inizio stagione. Alla fine a spuntarla è una Siviglia Teramo cinica e spietata, capace di capitalizzare al meglio le mille incertezze e la paure di una Benetton a tratti irritante, capace di perdere la bussola già a metà partita. A partire meglio sono però i veneti che, grazie alla grinta di capitan Soragna, scavano subito un parziale di più 7. I biancorossi ci mettono però solo qualche minuto prima di rialzare la testa e ristabilire la parità, forti di un Clay Tucker (23 punti) e di uno Tskitishvili in vena di triple. Il primo quarto scivola via con gli attacchi in difficoltà e le difese a farla da padrone, complice scelte offensive tutt’altro che limpide. Il secondo quarto si apre invece con una Siviglia più arrembante che, guidata da un positivo Carra scava il primo vantaggio, che pian piano, grazie alla buona gestione dei possessi, arriverà a fine tempo a più 11, 44 a 33. Molto male la difesa a zona di Mahmuti che fa acqua da tutte le parti favorendo le penetrazioni avversarie. La seconda frazione prosegue sulla falsa riga del primo tempo: Teramo a martellare l’area trevigiana, ed i biancoverdi incapaci di scendere sotto la doppia cifra di svantaggio. Ottimo l’apporto di tutti i biancorossi capaci di mettere in crisi Treviso con continui cambi di gioco ed una micidiale alternanza di palle dentro e sul perimetro, che permettono a Lulli e compagni di ammazzare il morale degli avversari. Qualche decisione arbitrale quantomeno dubbia mette un po’ di “pepe” sul finire del terzo quarto, ma è solo benzina che accende i motori della Siviglia Teramo che non si fa intimidire e, azni, dimostra sangue freddo portando a casa un terzo quarto decisamente sopra le righe. Gli ultimi dieci minuti sono una apoteosi, con i tifosi della Benetton che invitano i propri atleti ad andare “a lavorare”. Micidiale l’attacco biancorosso che, invece di controllare il punteggio, decide di infierire sulla povera difesa biancoverde che durante tutta la serata è stata messa a dura prova da Poeta e soci. La partita finisce con i padroni di casa che centrano un importante successo e festeggiano al meglio un anno certamente positivo. Bene un po’ tutti, con Tucker, Skita e Poeta a menare le danze, ma la nota forse più lieta è la prova, di nuovo convincente, di Roger Powell (21 punti) che pian piano sta provando a tornare quel giocatore decisivo che aveva allietato i parquet degli States. Per Treviso invece la gara di Teramo è lo specchio fedele di un 2007 decisamente nero e che si chiude come peggio non si poteva. Difficile salvare qualcuno: Gaines evanescente, Mensah-Bonsu e Austin lontanissimi parenti dei due dominatori d’area attesi in estate, ma forse il più irritante è Chalmers, incapace, malgrado i 22 punti segnati, di gestire la squadra coinvolgendo i compagni. Per Mahmuti sarà un 2008 di duro lavoro, mentre per la società bisognerà prendere qualche scelta importante.
Teramo: Brown 13 (3-4 2-3), Tucker 23 (2-5 5-8), Poeta 10 (2-3), Yango 4 (2-4), Powell 21 (4-7 2-5), Lulli 0 (0-1 0-1), Carra 3(0-2 1-3), Tskitishvili 13 (3-4 2-6); Migliori 5 (1-2 1-1), ne Valentino, Marzoli, Iannilli. All: Bianchi.
Treviso: Austin 15 (5-9 1-3), Maresca 6 (2-2 0-3), Atsur 4 (1-2), Soragna 2 (1-3 0-3), Chalmers 22 (0-1 6-12), Mordente 0, Mensah-Bonsu 11 (3-4), Gigli 2 (1-2 0-3), Gaines 14 (2-4 1-5); ne Fantoni, De La Fuente, Renzi. All: Mahmuti
NOTE: parziali 18-15, 44-33, 67-56, 92-76; da 2: T 17-30 Tr 14-25; liberi T 19-23, Tr 21-32; da 3: T 13-27, Tr 9-31; Rimbalzi T 37, offensivi 11 (Powell 7), Tr 26, offensivi 9 (Mensah-Bonsu 10); Perse T 16, Tr 11; Recuperate T 12, Tr 16; Assist: 17 (Poeta 5), Tr 7 (Soragna 3). Spettatori 3000.
INTERVISTE: Raggiante coach Massimo Bianchi che stoppa una crisi che era dietro l’angolo dopo che il suo quintetto si è aggiudicato lo “spareggio” con la Benetton Treviso.
Musi lunghi invece nel clan ospite dove coach Oktay Mahmuti fotografa così l’esito della battuta d’arresto imprevedibile, dopo le note liete contro Biella. “Sapevamo che avremmo incontrato una squadra rabbiosa, sapevamo che il pubblico avrebbe fatto da propellente per il quintetto abruzzese che cerca proprio in casa i punti salvezza. Speravo però che la mia squadra riuscisse a giocare concentrata, lasciando poche penetrazioni ai due cecchini biancorossi e mi auguravo altresì di poter prendere atto di miglioramenti dopo l’impesa di giovedì.
Invece il campo ha emesso il suo verdetto sul quale non cè molto da dire. Ripartiamo da questo brutto incontro sperando d riuscire a regalare, già dalla prossima gara, uno spettacolo migliore ai nostri tifosi, ai quali vanno le mie sentite scuse”. In effetti i 30 coraggiosi che hanno seguito la squadra in Abruzzo hanno contestato sonoramente la squadra intonando cori contro tutti, ma soprattutto contro il capitano Soragna.
Grande attesa per l’ex Mordente che invece è stato utilizzato solo per 4 minuti, ma il uso ingresso in campo è stato applaudito, mentre il georgiano Skita ha offerto finalmente una prova convincente dopo un dicembre nero che gli aveva tirato contro le critiche di tifosi e stampa.
In effetti la delusione è stata grande per la Benetton che probabilmente aveva invece pensato che proprio dall’Abruzzo avrebbe potuto dare una svolta al proprio campionato. Così non è stato, musi lunghi e tanta rabbia fuori dallo spogliatoio, con la recriminazione che era palese in vista del lungo viaggio che gli avrebbe dovuti riportare in Veneto.
Bianchi invece si aggiudica lo spareggio e tira un grosso sospiro di sollievo e spera di poter sfruttare anche la prossima gara casalinga prevista per sabato prossimo alle ore 21 per avvicinarsi sempre di più a quella salvezza che è il reale obiettivo della Siviglia Wear e che rappresenta quasi la vittoria di uno scudetto per i biancorossi.

